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Apertura - 17 marzo... Sarà vera festa?!

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IL 150° ANNIVERSARIO DI UN PAESE CHE SEMBRA AVER PERSO IL SUO POPOLO

6 MARZO 2011 - Nonostante tutte le polemiche esplose in proposito, il prossimo 17 marzo sarà Festa nazionale. Tuttavia proprio le voci discordanti che si sono levate per contestare la celebrazione, unite alla crisi economica che sta interessando vaste fasce di popolazione e al fatto che gli italiani sembra stiano diventando un popolo sempre più triste, fanno sì che proprio non si respiri aria di festa. Il Paese è come attanagliato da una sorta di depressione frammista a rassegnazione e amarezza. Forse è solo un'impressione segnata dall'atmosfera invernale, e speriamo che fra qualche giorno, quando entreremo in primavera, quell'impressione svanisca. Ma potrebbe non essere così.
In ogni modo giovedì 17 marzo qualcuno avrà la fortuna di poter iniziare un lungo ponte di vacanza, che si prolungherà fino alla domenica successiva. Rimarranno al lavoro le commesse e tutti coloro che sono impiegati negli
esercizi commerciali, che resteranno aperti. Ci dispiace che in questo modo molti lavoratori italiani non potranno festeggiare la nostra patria e la nostra identità. E ci sembra che anche questo sia un sintomo dei tempi che viviamo.
Per chi potrà festeggiare e volesse farlo dedicando il suo tempo allo studio, proponiamo un piccolo "ripasso" della letteratura e della cinematografia dedicate al
Risorgimento. Checché possano pensare dei patrioti i nemici del nostro Paese, ci sembra giusto provare a offrire - attraverso le "Proposte del mese" - alcuni spunti di riflessione su quel momento storico così importante.
Con gli occhi e con le parole dei riandremo sui campi di battaglia e conosceremo le vicende e i personaggi di quegli anni; con le immagini de
Il Gattopardo rivivremo i fasti di un ambiente aristocratico ottocentesco in Sicilia e le sue reazioni al Risorgimento; con Massimo d'Azeglio conosceremo il pensiero di un patriota lungimirante, che intuì come l'unità geografica dell'Italia non potesse essere altro che una conquista propedeutica a un'altra impresa: la nascita di un nuovo popolo, pena il fallimento del Risorgimento stesso.
Forse oggi non ha più molto senso - nell'epoca della globalizzazione e delle migrazioni planetarie che interessano interi popoli - insistere sul
problema dell'identità degli italiani. Ma se è vero che non è più tempo di sorpassati patriottismi, è sempre vero che un popolo ha bisogno di ideali. Ciò lo aiuta a farsi forza quando i tempi si fanno più duri e c'è bisogno anche di sacrifici e di senso di responsabilità. Un uomo che è privato di ideali dal suo stesso Paese e destituito perciò dalla sua condizione di cittadino, è politicamente destinato, inevitabilmente, al vuoto e alla tristezza. (S.D.)












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