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Apertura - Codesto solo oggi possiamo dirti

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I versi di Montale per resistere e sperare

07 FEBBARIO 2011 - Nell' Apertura del mese scorso abbiamo segnalato preoccupati l'insorgere di un nuovo fronte globale della censura. Citavamo un "caso" che interessava la Cina: la proibizione dell'uso sui media pubblici cinesi dell'espressione "società civile". Non avremmo mai immaginato che qualcosa del genere potesse accadere in Italia. Eppure in Veneto scrittori quali Evangelisti, Moresco e tanti altri sono stati additati pubblicamente da alcuni amministratori e i loro libri hanno rischiato per qualche giorno di scomparire dagli scaffali delle biblioteche. Onore quindi a Wu Ming - nostro "autore" del mese - per aver guidato la protesta contro quell'assurda, violenta e antidemocratica proposta. Un episodio incredibile, ma che evidentemente è sintomatico della situazione vissuta in questo momento nel nostro Paese.
Un volume che potrebbe aiutarci a capire o a ricordare come siamo divenuti ciò che purtroppo oggi siamo in questa nostra Italia, che sembra dover festeggiare l'anniversario della sua Unità in un momento di crisi morale e istituzionale probabilmente con pochi altri precedenti storici, è quello scritto da
Pietro Barcellona intitolato Viaggio nel Bel Paese. In esso l'autore analizza in maniera puntuale l'antropologia dei nostri tempi, descritta in una serie di articoli usciti sul quotidiano "La Sicilia" tra il 2007 e il 2010, raccolti l'anno scorso in un volume i cui toni risultano sgomenti per la confusione e la mancanza di senso di responsabilità pubblica registrati nei fatti commentati.
Sulla scorta di quello che Barcellona sembra proporre come antidoto, diciamo anche noi che dovremmo legarci oggi più che mai a un'idea "forte" di noi stessi: un'idea imprescindibile per tutti coloro che non si riconoscono più in una società che dovrebbe unirci e che invece ci divide; un'idea che riguarda la nostra dignità e il nostro onore di cittadini liberi e capaci di autodeterminazione. La situazione è grave e la rassegnazione potrebbe prevalere. Ci tornano però in mente alcuni versi splendidi di
Eugenio Montale: "Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo" (da Non chiederci la parola, in Ossi di seppia, 1925). Che siano il viatico per procedere dalla pena per il nostro Paese in questo momento, verso un futuro diverso e migliore.







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