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Apertura - Genova 2011-2001

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A 10 ANNI DA GENOVA, 2011-2001

06 AGOSTO 2011 - Dieci anni fa, nel luglio del 2001, l'estate più ricca che ci ricordiamo: Genova e il Social Forum, i cortei pacifici, gli slogan contro il G8, mentre all'interno della "zona rossa" apparivano ridicoli e anacronistici i "potenti" della Terra. Poi, dopo gli assalti dei Black Bloc, la furia del Potere che reprime l'istanza della Moltitudine, la morte di Carlo Giuliani, la caserma di Bolzaneto. Come pallide appaiono le settimane di oggi in confronto alla vitalità di quei giorni pieni di speranza, di proposte, di protesta, di lotta! Manifestanti da tutti i continenti riuniti per dichiarare che un mondo migliore è possibile. Il "popolo di Seattle" che già prevedeva e si opponeva a tutto ciò a cui abbiamo assistito dopo: lo "scontro di civiltà" proclamato sfondo di guerre combattute per la geopolitica; la terrificante evoluzione dei Paesi post-comunisti diventati dominio di oligarchie plutocratiche e militari; l'inquinamento che provoca calamità naturali tali da falcidiare l'agricoltura di intere popolazioni, spesso già depredate delle loro risorse; gli sbarchi di Lampedusa; le speculazioni finanziarie che, incuranti della vita delle persone, aggravano la sofferenza degli Stati in "crisi" economica. Tutto ciò era stato previsto, ma le "cassandre" di Genova sono state derise, perseguitate, esorcizzate.
Certo non sa nulla degli scenari contestati dai manifestanti di Genova chi vive nella sperduta provincia né chi guarda solo i telegiornali della TV italiana. Basterebbe però seguire un'ora i canali dell'informazione internazionale (o anche attendere la
programmazione notturna di Rainews) per rendersi conto di ciò che è il mondo lontano da noi. La nostra "crisi" - che pure tanto ci pesa e che pure è causata dallo spostamento altrove delle attività produttive fin qui realizzate in Italia (delocalizzazione) - è nulla a confronto della povertà vissuta a livello globale, della distruzione causata dalle guerre, delle tragedie di Paesi colpiti da carestie e uragani. A Genova ciò che si voleva dire è che questi fenomeni non avrebbero dovuto esserci più o quantomeno che la politica si impegnasse per far fronte ad essi contrastando la degenerazione del "capitale" laddove questo ne fosse la concausa. Genova 2001 ha additato con forza l'ideologia dell' Impero: liberismo economico e militarismo. Abbiamo imparato che "globalizzazione" significa spostamento incontrollato di capitali alla ricerca di sempre maggiori profitti senza la benché minima cura per le condizioni di sfruttamento materiale e umano causato al fine di assicurarseli. E stiamo verificando che mentre le classi dirigenti di tutto il mondo si dimostrano miopi e indifferenti, gli interessi della Moltitudine rimangono senza diritti. E' vero, negli ultimi mesi abbiamo assistito anche alla ribellione del Nordafrica contro i suoi tiranni, alle proteste degli "indignados", alla vittoria del sì nei refererendum sull'acqua in Italia. Ma il cammino ci sembra lungo, e ancora più lungo se pensiamo che per ripartire dobbiamo tornare a Genova e al 2001. Dieci anni buttati via, dieci anni perduti, dieci anni spietati. (S.D.)










Viaviamo con gioia, non con dolore

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