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Apertura - In politica ripartire dai principi fondamentali

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LIBERTA' E DEMOCRAZIA SONO CONTINUAMENTE IN GIOCO

28 OTTOBRE 2013 - Libertà e democrazia: che rapporto esiste fra questi due principi? In Italia sembra un rapporto impossibile. Non a caso i due maggiori partiti politici degli ultimi anni - il Pd e il Pdl - si contrappongono in nome di uno o dell'altro di quei principi: Partito Democratico e Popolo delle Libertà. Come e perché è divenuto possibile che due parole-principio quali "democrazia" e "libertà" siano divenute ognuna specificamente (esclusivamente?) la cifra di due partiti politici i quali si contendono - nell'ambito del bipolarismo elettorale - la maggioranza scontrandosi - si fa per dire - sull'asse della categoria Destra/Sinistra? E' possibile contrapporsi richiamandosi a quei valori, i quali in un sistema repubblicano dovrebbero essere consunstanziali? Perché Partito Democratico da un lato (Sinistra) e Partito delle Libertà dall'altro (Destra)? E, soprattutto, perché, in un sistema costituzionale repubblicano, richiamarsi a quei principi viene da ognuno dei contendenti considerato necessario - tanto da metterlo nel nome - invece che pleonastico?
Purtroppo il problema esiste, e forse la sua radice sta nel rapporto che lega gli italiani al loro Stato: un rapporto spurio, controverso, irrisolto. Cosa significa in Italia essere per le libertà? E cosa significa in Italia essere per la democrazia? Sono domande che dobbiamo farci, perché dobbiao giustificare a noi stessi perché siamo forse arrivati al punto di doverci chiedere: democrazia o libertà? Eppure in Italia quella contrapposizione è all'ordine del giorno. Da qui le domande assurde eppure perfettamente logiche: c'è in Italia democrazia? c'è in Italia libertà? Restando ai fatti, nel nostro Paese esiste un partito - il Pdl - che giustifica se stesso in nome della difesa dei diritti senza doveri dei suoi elettori e ne esiste un altro, il Pd, che dice di difendere l'uguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge e
che s'illude di credere di poter giustificare il suo essere di Sinistra richiamandosi esclusivamente a ciò. In Italia la Sinistra si è ridotta a questa battaglia di retroguardia! Ad esempio, come si può essere un partito di Sinistra e non porre seriamente la questione relativa al reato di clandestinità? Il Pd ci riesce. Sull'altro versante, come può dirsi di Destra un partito che, osteggiando in pratica l'applicazione della Legge, spinge implicitamente per affermare in pubblico il diritto a delinquere? Lasciando perdere le contraddizioni interne a quelle compagini elettorali, ci fa soffrire piuttosto la consapevolezza che siamo l'unico Paese democratico al mondo che prevede sistematiche deroghe alla legge, le quali finiscono altrettanto sistematicamente per compromettere lo stato di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Amnistie, condoni, leggi ad personam, leggi contra personam sono una nostra abitudine aberrante.
Se uno Stato democratico deve garantire uguali diritti e uguali doveri a tutti i suoi cittadini, l'Italia non è un Paese democratico. Inoltre: qui da noi c'è chi paga le tasse e chi non le paga; c'è chi è raccomandato e chi non lo è; c'è chi sconta la propria pena se giudicato colpevole e chi no. Tutti sintomi di uno Stato e di una società profondamente malati. Il Parlamento poi si sta rivelando una palude. Durante le ultime elezioni politiche, i due partiti di cui sopra - Pd e Pdl - non hanno ottenuto nessuno dei due i voti necessari per governare con una maggioranza piena. Allora si sono messi a governare insieme! Lo chiamano "governo delle larghe intese"; ci pare un governo da Fort Apache. In ogni caso è, ovviamente, un governo che fatica a fare andare insieme democrazia e libertà. Chi lo avrebbe mai detto?!
Ma quali potrebbero essere le prossime conseguenze dell'infantilismo politico degli italiani? Ormai dovremmo saperlo: la democrazia e la libertà devono essere difese. Quando i politici non si rivelano all'altezza di questo che è il loro primo compito, la democrazia e la libertà sono a rischio. Ma come si difende la libertà? Attuando la democrazia. E come si difende la democrazia? Preservando la libertà. Invece ciò che resta oggi di un Paese come il nostro, sono due partiti sulle barricate, impegnati a trovare il modo per riciclarsi una ennesima volta in vista di prossime elezioni. Poi ci sono gli imprenditori in fuga; una schiera di giovani disoccupati; un popolo di cittadini vinti, in crisi economica e in crisi di identità. Un Paese in queste condizioni è in pericolo. E la colpa non è altro che degli italiani, i quali, resi padroni del loro destino dalla Costituzione repubblicana, non hanno imparato in sessant'anni ad essere cittadini di una repubblica. Siamo un popolo che ha ereditato dalla II guerra mondiale la libertà e la democrazia ma che non è riuscito a dimostrarsi all'altezza di far funzionare secondo quei principi il proprio Stato. Ma siamo anche un popolo che non può più permettersi impunemente di rinunciare ai valori della democrazia e della libertà senza mettere in gioco drammaticamente se stesso. (S.D.)












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