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Apertura - La morte di Osama bin Laden, il destino dell'Occidente, l'Italia

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IL GOVERNO DEL MONDO E LE POLITICHE DEL CONTROLLO (A 10 ANNI DALL'11/09): TORNA LA PAURA?

07 MAGGIO 2011 - Osama bin Laden è ufficialmente morto. Ci sembra sia stato eliminato "solo" un non-morto. Questo era diventato bin Laden negli ultimi mesi. Le rivoluzioni democratiche nel nord Africa sono esplose indifferenti tanto ad al Qaeda quanto ai Paesi Occidentali. Le rivolte contro gli "amici" di questi ultimi (Mubarak, Ben Ali, Gheddafi...) hanno colto tutti di sorpresa. Osama bin Laden non riusciva più a fornire alibi agli Stati Uniti per i loro attacchi predatori, quindi non serviva più. A chiudere la partita è stato un presidente, Barack Obama, la cui amministrazione è ancora impegnata ad affrontare la crisi economica occidentale, una crisi che, dall'Osservatorio Italia, sembra ormai cronica. Considerato che negli Stati Uniti Obama deve fronteggiare un pesante crollo di consensi, speriamo solo che non comincino a risuonare le sirene del pericolo terrorismo. Se così fosse, nuovamente l'attenzione dell'Occidente verrà distolta dalla ricerca della soluzione ai problemi concreti e dalle sfide che occorrebbe affrontare per risolverli. L'attentato dell'11 settembre ha condizionato il dibattito pubblico per anni. Per far fronte al deficit energetico dell'Occidente, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno scatenato una guerra dietro l'altra: l'Afganistan, l'Iraq, la Libia; mentre nel frattempo i proclami sull'energia "verde" si rivelavano vani e da ultimo si è registrato il disastro nucleare di Fukushima. Rispetto alla crescita mondiale della Cina, l'Occidente, non possedendo la ricchezza energetica della Russia, sembra poter contare solo sulle armi da rivolgere contro i più deboli. Come si comporterà Obama adesso? Il clima di paura che è seguito al dopo-11 settembre ha soffocato la voce dei "movimenti" e dei No-global, che contestavano alla radice l'essenza del capitalismo occidentale (sfruttamento, colonialismo, guerra), oggi riprodotta a nostro danno in Cina e in Russia. L'alternativa sarebbe la decrescita, consapevole scelta di responsabilità e non conseguenza fatale di una crisi economica inarrestabile. Ma è una scelta che i governi sembrano non voler fare. Lo stesso atteggiamento dell'Italia in Libia dimostra il nostro inevitabile opportunismo: costretti a saltare da un carro all'altro del vincitore per non rinunciare al petrolio! E tutto ciò mentre il Governo per far ripartire l'economia (?) dà ai privati il "diritto di superficie" sulle spiagge e mentre siamo alla vigilia del referendum per conservare l'acqua "bene comune"... Allora non è che la tanto clamorosa lotta al terrorismo e la crisi economica - che però non colpisce i ricchi! - siano il prodotto della stessa politica?! (S.D.)









foto falsa morte osama bin laden

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