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DALL'ITALIA CHE NON SI ARRENDE: MUSICA, INCHIESTE E VIGNETTE PER REAGIRE AL DEGRADO

04 APRILE 2011 - Non molto tempo fa, a un lettore di "Sette" che gli chiedeva il perchè gli artisti italiani non si pronuncino mai rispetto agli scandali periodicamente in prima pagina in Italia, Beppe Severgnini spiegava che il motivo è chiaro: vivendo di spettacolo, e quindi soprattutto "in" televisione, e dipendendo perciò da chi quest'ultima controlla, gli artisti si rifugiano nel silenzio per evitare di infastidire i potenziali committenti... Per fortuna, diciamo noi, non è per tutti così! Infatti, esclusi dal novero degli artisti i nani e le ballerine, anche in Italia esistono cantanti, attori e registi che non hanno paura di schierarsi contro. Forse non frequentano Canale 5, ma poco importa, tanto più che ci risulta che siamo in numero crescente coloro i quali non accendono ormai da tempo la televisione!
A proposito di "impegno", si veda, opera di artisti di casa nostra, il docu-film
Niente Paura. E' tra i nostri nuovi arrivi di questo mese. E' una sorta di viaggio nello sfacelo italiano degli ultimi decenni, con la colonna sonora delle canzoni di Luciano Ligabue, presente nel film. Vedere questo film può servire a prendere ancora più coscienza della situazione attuale e magari a darsi la carica per trovare lo spirito per reagire.
Si ascoltino poi anche gli ultimi brani di
Caparezza - di cui abbiamo presentato qualche settimana fa il singolo Goodbye Malinconia - e di Daniele Silvestri, autore di un recentissimo album, S.C.O.T.C.H., che denuncia senza mezzi termini i mali del nostro Paese. Niente canzonette, ma la capacità, testo dopo testo, di reagire con la verità al fumo delle bugie sparso ogni giorni da troppi per confonderci le idee.
Si leggano anche due giornalisti,
Enrico Del Mercato ed Emanuele Lauria, autori di un libro, La Zavorra, che snocciola cifre e dati della mala amministrazione in Sicilia. Vengono presentati "casi" apparentemente incredibili eppure realmente accaduti, esemplari dei privilegi e dei favori elargiti senza ritegno dai nostri governanti. E' un libro che, finalmente scritto da siciliani, deve spingere all'autocritica. Speriamo possa essere il primo passo per un futuro riscatto di carattere collettivo, e magari proprio a cominciare dalla nostra Messina... Infatti dagli ultimi dati ISTAT emerge che i messinesi sono fra i più incalliti evasori fiscali d'Italia: un triste primato, che non rappresenta una laurea in alta furberia, ma attesta solo un vergognoso scarsissimo senso di responsabilità pubblica.
C'è un rimedio a tutto ciò? Certamente sì. Forse ci vorrà tempo, ma speriamo che le cose possano alla fine realmente cambiare. In attesa, per non rischiare di morire di troppe aspettative, sottoponiamoci a una terapia immediata, forse consolatoria, ma certamente utile, guardando e leggendo le vignette, sempre geniali, di
Altan! (S.D.)










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