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Apertura - Milano chiama. L'Italia risponde?

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L'ENTUSIASMO MILANESE PUO' ESSERE IL MIGLIOR VIATICO PER I REFERENDA DEL 12 E 13 GIUGNO

08 GIUGNO 2011 - Il mese scorso si è chiuso con il ballottaggio per le amministrative di Milano, un ventennio di ininterrotto governo del Centro-Destra sul capoluogo lombardo. Piazza Duomo si è riempita di arancione - il colore scelto come proprio da Giuliano Pisapia, nuovo Sindaco di Milano. In questo modo il capoluogo lombardo si candida definitivamente a diventare la città simbolo dell'Italia degli ultimi vent'anni. Lì si è svolta l'indagine di "Mani Pulite" (era il lontano 1992), lì Berlusconi ha annunciato il proprio impegno in politica, lì si stanno svolgendo i processi sul "caso Ruby", lì, dopo vent'anni, il Centro-Destra lascia il governo al Centro-Sinistra. I motivi di questo passaggio di consegna sono molteplici e non è questa la sede per soffermarvisi. Ci interessa solo sottolineare la gioia e il desiderio di speranza che ha potuto respirare nei giorni della contesa elettorale milanese chi ha partecipato ai comizi e ai concerti organizzati in favore di Pisapia. Grande merito a Claudio Bisio, mattatore delle serate pro-Pisapia nonostante i suoi contratti professionali con le televisioni di Berlusconi, sostenitore a Milano di Letizia Moratti. "Bisio uno di noi!", cantava il pubblico, mentre sul palco si alternavano sera per sera Elio e le Storie Tese, Daniele Silvestri, Paolo Rossi e tanti altri.
Milano ha spazzato via - con il
colore arancione - i tetri slogan che, inneggiando alla paura, negli ultimi anni hanno tenuto sospesi i cittadini alla logica di una politica di retroguardia, per nulla coraggiosa, conservatrice e per questo asfittica. La "crisi" non può passare se affrontata in quei termini. Il popolo milanese sembra averlo capito e sembra averlo suggerito al resto d'Italia. E' una questione che riguarda più i governati che i governanti. Se il terrore (di al Qaeda, dei clandestini, dei comunisti, del futuro) non condiziona la vita delle persone e se gli antagonismi non soffocano la forza che una comunità può sprigionare, gli uomini di buona volontà possono riprendere in mano le proprie vite e decidere. I referenda dei prossimi giorni saranno un banco di prova importante. Potersi esprimere su questioni come il nucleare, l' acqua e il legittimo impedimento è un'opportunità storica. Non avremmo mai voluto nè lo avremmo mai pensato che si dovesse arrivare a ciò: che l'acqua "bene comune" potesse essere messa in discussione; che si dovesse riaffermare una volta di più il no al nucleare; che bisognasse esprimersi per il rifiuto di una legge non uguale per tutti. Ma è andata così. E allora non resta ai cittadini che far sentire la loro voce. (S.D.)












Milano, Piazza duomo - I suoi sostenitori festeggiano l'elezione di Pisapia

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