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Apertura - Nel Paese di Tangentopoli, venti anni dopo

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IN UN PAESE DI POLITICI CHE RUBANO, UN POPOLO DI SACRIFICATI

07 FEBBRAIO 2012 - Venti anni fa eravamo ancora troppo giovani per non essere feriti nei nostri ideali dall' inchiesta Tangentopoli, che nel 1992 rivelò in maniera impietosa a tutto il Paese il disonore dei politici. Ci appariva come la più grossa offesa che potesse essere mossa alla repubblica e alla democrazia: tradire il popolo approfittando della carica ricoperta all'interno delle varie amministrazioni pubbliche. Ci indignavano i politici e ci indignavano i singoli amministratori, che attraverso le loro ruberie, distraendo dal compimento del bene pubblico i fondi destinati a migliorare i servizi e a rendere più giusta per tutti la società, abbassavano la politica al rango del più turpe dei traffici fra esseri umani. Prima di essere travolto dagli eventi, Bettino Craxi definì "mariuolo" quell'iscritto al suo partito indagando sul quale il pool di "Mani Pulite" (Borrelli, D'Ambrosio, Di Pietro, Colombo...) aveva scoperchiato il sistema delle tangenti milanesi. Sono tanti i modi per ingannare il popolo e lo Stato. Ma la maniera peggiore è quella messa in atto dai "mariuoli", i quali stravolgendo ogni sistema meritocratico alla base delle scelte compiute dall'amministrazione pubblica, assegnano in base alle tangenti ricevute servizi e incarichi. Ciò che il più delle volte ne deriva è il peggioramento dei servizi stessi e l'inevitabile corruzione del mondo dell'imprenditoria. La storia della politica italiana è purtroppo ricca di mariuoli, personaggi oscuri e senza alcuna dignità che, violentando le regole del sistema democratico, hanno reso peggiore la vita nel Paese e contribuito a renderci schiavi di un debito pubblico crescito fuori misura, figlio di spese ingiustificate e di prebende elargite per interessi per nulla specchiati. Oggi la gestione di quel debito pubblico è regolata per noi italiani da un governo cosiddetto tecnico. Ma sono proprio tutti i mariuoli che abbiamo eletto negli anni o che ci hanno costretto a eleggere ad aver venduto noi, il nostro Paese e la nostra dignità alle banche. Prima hanno ingannato il popolo rubandogli tutto, poi lo hanno abbandonato nelle mani di tecnici che compiono adesso l'estremo dileggio, schiacciando il popolo senza neanche sentire il bisogno di prenderlo un pò in giro. (S.D.)










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