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BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

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Nuovi arrivi - Gennaio 2011

IN VETRINA

DAPHNE DU MAURIER, "I PARASSITI" (IL SAGGIATORE, 2010)

“Quando si gioca a «scrivi il nome delle tre o quattro persone che porteresti con te su un'isola deserta» nessuno sceglie mai «i Delaney». Non ci scelgono neanche uno per uno come singoli individui. Ci siamo guadagnati, e non sempre giustamente a nostro avviso, la reputazione di ospiti difficili” (p. 205).
I fratelli Delanay (Maria, Niall e Celia) sono i personaggi di questo romanzo di
Daphne Du Maurier (1907-1989) ambientato in Francia e in Inghilterra tra le due guerre. Pubblicato originariamente nel 1949, e per la prima volta in Italia nel 1952, vede la scrittrice al suo meglio, attenta come non mai alla descrizione dei paesaggi interiori.
Prima bambini selvaggi e indisciplinati, poi adulti intrappolati in uno stato di
aridità emotiva - ciascuno a modo suo affamato di attenzione e di affetto - i fratelli Delanay sono protagonisti di intricati legami familiari. Tutti così intimamente uniti da apparire estranei e distanti a chiunque altro, e da affidare a una voce corale, che fonde prospettive ed emozioni, il racconto della loro ricerca di un mondo diverso da quello sfavillante, privilegiato e senza regole in cui sono cresciuti, i Delaney sono i "parassiti" del titolo: «colpiscono i loro ospiti poiché si nutrono dei loro tessuti e delle loro cellule, e i danni che arrecano variano da una leggera offesa locale alla completa distruzione» (dall'Enciclopedia Britannica, voce "parassita"). Resta solo da verificare se l'ospite di questi strani parassiti-Delanay non sia proprio il lettore, progressivamente corroso, leggendo il libro, dallo scorrere delle sue sensazioni.


JANICE GALLOWAY, "NIENTE CHE MI RIGUARDI" (GAFFI, 2010)

Il libro è una toccante autobiografia dell'infanzia di Janice Galloway e presenta tutti gli ingredienti di una storia di miseria. Raccontata in maniera toccante ed esplicita, la vicenda si snoda dai primi ricordi della scrittrice fino all’ultimo anno della scuola elementare. Siamo in Scozia, tra gli anni '50 e '60 del secolo scorso. Nata in una famiglia destinata al tracollo - il padre un alcolista incline agli scatti d’ira; la madre disperata di essere rimasta incinta -, dopo la separazione dei genitori, Janice va a vivere in una soffitta insieme alla madre. Acerba e bruttina, Janice ha una sorella, Cora, più grande di una generazione, sposata e con un figlio, ma che un giorno si presenta alla loro porta Cora senza marito né figlio. Nonostante Janice viva alla sua ombra, Cora non le ricambia l'affetto, anzi, sadicamente, la mortifica ad ogni occasione.
Un libro importante, che da una parte descrive il ritratto di un’epoca
contraddistinta da matrimoni sbagliati e da regole sociali progressivamente disintegrate dal boom industriale e da una nuova cultura di massa; e che dall'altra, senza alcuna autocommiserazione, si interroga su come la memoria possa influenzare l'arte. Un racconto dalla scrittura incisiva, divertente e profonda che rivela come l’autrice sia riuscita lentamente a trovare in se stessa quella voce che farà di lei una scrittrice affermata, nonostante tutto.


GIANNI CANOVA, "PALPEBRE" (GARZANTI, 2010)

"Palpebre è la storia di un uomo qualunque, che un giorno vede passare una donna un po' meno qualunque e decide di seguirla. Questa curiosità banale lo porta a slittare, in pochissime ore, dalla presunta normalità all'inferno [...] la storia è un flashback: è raccontata 11 anni dopo i fatti, e Vigo la scrive cercando di dare un ordine al caos di quegli eventi passati, perché questo è l'unico modo per accettarli, raccontarli e farsi carico del castigo che pensa di meritarsi" (Gianni Canova).
Giovane accademico, studioso di Dante, Giovanni Vigo è accusato di orribili delitti. Invischiato in uno spaventoso intrigo al termine del quale la sua vita e quella di chi gli sta accanto subirà cambiamenti profondi e terribili, si trova controvoglia a indagare su alcuni delitti che lo portano a intercettare una banda che traffica in snuff movie. Sfondo della vicenda è una Milano grigia e popolata da gente corrotta.
Scritto da uno dei più importanti critici cinematografici italiani, Gianni Canova, che è tra l'altro e non a caso un profondo conoscitore del regista David Cronenberg, Palpebre è un incalzante viaggio verso il centro dell'orrore e del mistero, giocato tra il thriller e lo splatter. Attraverso un'azione compressa nel giro di poche stravolte giornate, il libro esplora, con una radicalità e una violenza estreme, le ossessioni del nostro tempo: il sesso, lo sguardo, le trasformazioni dei corpi.
Consigliato a chi ama le citazioni e i rimandi letterari e cinematrografici.



NICOLA CINQUETTI, "SPOSERO' BERLUSCONI" (RIZZOLI, 2010)

"Talete di Mileto, il primo filosofo, se ne uscì una notte a studiare il cielo limpido, gremito di stelle. E mentre il cielo trascinava in alto il suo sguardo, precipitò in un pozzo" (p. 18).
Noè, quattordici anni, una mamma
single con la mania dell’omeopatia, è solitario, ha una fresca passione per la filosofia e adora Arianna, bellissima e irraggiungibile. Mentre studia la vita dei filosofi antichi cercando consolazione della sua esistenza, che spesso è un tormento, Noè s’illude di riuscire ad avvicinarsi ad Arianna attraverso una recita scolastica di Romeo e Giulietta, ma non ci riesce. Sentendola parlare un giorno di Berlusconi in toni ammirati, s’inventa un regalo straordinario per il suo compleanno: una telefonata di auguri da parte di Berlusconi stesso, in città per un comizio. Ma le cose non vanno proprio per il verso giusto. L’autoritratto amaro e lucido di un ragazzo che sa di essere diverso dagli altri ma è ancora troppo giovane per capire che è meglio essere diversi che identici agli altri.


AA.VV., NUOVI ARGOMENTI "MAI SENTITO" (MONDADORI, 2010)

All'interno del quarto numero di "Nuovi Argomenti" Anno 2010, troviamo tra l'altro l'esordio di cinque nuovi scrittori. Citiamo la presentazione a questo esordio:

L’impegno nella scoperta e nella segnalazione di nuove generazioni di scrittori è stata, fin dai lontani esordi, una costante della storia di Nuovi Argomenti. [...] Il titolo «Mai sentito» è stato scelto, con qualche ironia, per indicare che i cinque narratori proposti non hanno contratti con case editrici, non hanno mai pubblicato un libro, alcuni di loro stanno scrivendo il primo romanzo, altri stanno costruendo la propria voce e la propria poetica passando per il racconto. Non si tratta di individuare una costante generazionale, ma di tracciare una mappa di autori che ci è parso si distinguessero per un particolare tratto di originalità nello stile, nello sguardo, nella costruzione della storia. Il criterio della scelta resta, insomma, il talento. Colpisce la diversità di toni e tematiche, che pare però segno di vitalità letteraria e della possibilità di esplorare ogni tipo di strada, in un rapporto assolutamente individuale con la tradizione, rinunciando a ogni vincolo di appartenenza a scuole o correnti. Si passa dalle atmosfere stralunate e ellisiane di Daniele Bettella, satirico e realistico al tempo stesso, al dramma familiare di Caterina Carone, dalla narrazione riflessiva di Matteo Trevisani fino allo spaesamento messo in scena dal trittico di Giuseppe Zucco. E se, di nuovo, il privato sembra centrale in tutti e quattro i racconti, il reportage dal Kenya di Stefano Talone, nella totale assenza del personaggio-narratore che ricostruisce la vicenda, apre a un nuovo engagement internazionale e globalizzato. La sezione è idealmente dedicata a Enzo Siciliano, che sapeva leggere ogni testo con occhio vergine, che venisse da un autore famoso o fossero le prove giovanili di ignoti, riuscendo a entrare dentro la pagina e a unire un’idea precisa e netta di letteratura alla capacità di farsi continuamente sorprendere, senza preclusioni. La passione e l’intelligenza che hanno portato Siciliano a scoprire tanti giovani scrittori diventati poi celebri restano un modello e un esempio per tutti quelli che hanno continuato il suo lavoro qui a Nuovi Argomenti (Carlo Carabba e Federica Manzon).



DEBORAH TOSCHI, "ISABELLE HUPPERT. LA SEDUZIONE AMBIGUA" (LE MANI, 2010)

Una monografia dedicata all'attrice francese Isabelle Huppert, interprete dal talento naturale e dalla ricercata raffinezza artistica, conosciuta e apprezzata a livello internazionale da quasi quarant'anni. Il suo esordio risale infatti al 1971. Un periodo lunghissimo in cui l'attrice ha saputo imporsi in ruoli sempre diversi, che l'hanno vista femme fatale, donna sottomessa, in carriera e casalinga, assassina e quant'altro, incarnando modelli femminili di volta in volta fragili, dolorosi, scomodi, sconvolgenti, ambigui, assolutamente atipici.
Ripercorrendo sinteticamente la ricca filmografia esistente e analizzando la ricezione da parte della critica italiana e francese, Deborah Toschi - ricercatore presso l’Università degli Studi di Padova e studiosa dei modelli di rappresentazione cinematografica del "femminile" - dà conto delle importanti collaborazioni della Huppert con cineasti del calibro di Cimino, Ferreri, Godard, Haneke, Pialat, Schroeter, Tavernier, Chabrol. Sono probabilmente le pellicole di quest'ultimo ad aver fissato i gesti, i "tropismi", le intuizioni più felici interpretati dalla Huppert, con una grandezza che, secondo Elfriede Jelinek, le deriva dal fatto che lei non si limita a rappresentare, ma "è".


CONCHITA SANNINO, "LA BOLGIA. SILVIO A NAPOLI. LA VERA STORIA DIETRO LA MASCHERA" (IL SAGGIATORE, 2010)

Dalla periferia desolata di Napoli, tra montagne di rifiuti in fiamme, dopo una festa di compleanno in un anonimo ristorante di Casoria che ha per protagonisti Silvio Berlusconi e la diciottenne Noemi Letizia, parte un racconto che punta al cuore malato del potere. Un'indagine avvincente come un romanzo, ma ancorata alla nuda verità dei fatti. L'immagine, elaborata con scrupolo di cronista e capacità d'analisi, di una città e di un paese negli anni cruciali del berlusconismo. Il mistero di Noemi e della sua famiglia, le menzogne del Cavaliere, l’effetto del “Casoriagate” sul voto delle Europee. Dalle feste di Villa Certosa e le tensioni con la Chiesa fino al caso Boffo, la crisi della spazzatura e l’aggressione al premier a Milano. Sullo sfondo, la folla di aspiranti “pupille” sorrette da madri partecipi, che inseguono i capricci del Principe in cambio di una carriera televisiva o parlamentare. Resoconti frettolosamente archiviati come “cronaca rosa” consegnano l’affresco di un’Italia al bivio. Dove il destino personale di un leader incrocia le storie di gente comune. E la politica diventa bolgia.
Il libro ha ricevuto il premio "Minerva per la letteratura d'impegno civile", assegnato ogni anno a Giugliano (NA) agli scrittori che si sono contraddistinti con le loro inchieste per la capacità di raccontare la realtà.


NORBERTO TONINI, "ETICA E TURISMO. LA SFIDA POSSIBILE" (SAN PAOLO, 2010)

Il rapporto tra "turismo ed etica", questione ormai all'ordine del giorno, ha spinto i tanti protagonisti che operano all'interno di questo mondo a interrogarsi sui reali valori in gioco, sugli impatti spesso devastanti di uno sviluppo economico e ambientale incontrollato, sul ruolo degli intermediari e, non ultimo, sulla qualità delle relazioni tra l'eccesso di visitatori e le popolazioni visitate. Tematiche sociali, economiche e culturali di portata decisamente epocale, recentemente riprese e rilanciate da Benedetto XVI con la pubblicazione dell'enciclica Caritas in Veritate. Norberto Tonini, membro del Comitato Mondiale di Etica del Turismo, sviscera il tema sulla base degli articoli del Codice Mondiale di Etica e mette in evidenza le difficoltà da superare e le buone pratiche da istituire affinché il turismo possa realmente divenire un importante fattore di sviluppo sostenibile, di coesione sociale, di solidarietà e di promozione umana.








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