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BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

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Nuovi arrivi - Gennaio 2012

IN VETRINA

NUNZIA PENELOPE, "SOLDI RUBATI" (PONTE ALLE GRAZIE, 2011)

L'Italia è in stallo, i bilanci perennemente in affanno, la produttività arretra, gli investimenti latitano. Nel frattempo le cronache, così come i dati molto meno noti degli istituti di ricerca, ci raccontano di un'economia ogni giorno più inquinata, che sta affogando nell'illegalità. In questo libro - un'inchiesta che associa un'enorme documentazione di prima mano e un grande mestiere di divulgatrice - Nunzia Penelope raccoglie e classifica tutte le forme d'illegalità economica, risalendo al totale: quanto ci costano ogni anno l'evasione fiscale, il lavoro nero, gli abusi edilizi, la corruzione, la grande criminalità, il riciclaggio e gli altri reati finanziari? In che modo ciascuna di queste voci, e tutte assieme con le fitte relazioni che intrattengono, stanno divorando la nostra ricchezza? Come cambierebbe il Paese se l'illegalità tornasse anche solo ai livelli "fisiologici"? Quanti "tagli" alla sanità, all'istruzione, alle pensioni potremmo evitare? Le cifre sono da capogiro, e ci restituiscono in pieno la gravità della situazione: al contempo, tuttavia, ci dicono chiaramente che se mai riuscissimo a cambiar rotta avremmo un'Italia più ricca e più sana, con molte più risorse a disposizione per affrontare le sfide e i conflitti del prossimo futuro.


STEFANO CINGOLANI, "BOLLE, BALLE & SFERE DI CRISTALLO" (BOMPIANI, 2011)

Come è successo che il capitalismo si sia ingolfato di debiti? Perché i governi hanno salvato i capitalisti mentre risparmiatori, contribuenti e lavoratori stanno pagando un conto salato? L'impressione per la gente comune è che gli interventi delle istituzioni abbiano aiutato i più forti e messo con le spalle al muro i più deboli. È davvero così? Chi si è davvero arricchito in tempo di "crisi"? A queste e altre domande di stretta attualità risponde Stefano Cingolani, con un'analisi documentata e brillante che racconta di come le bolle speculative siano diventate "balle" facilmente confutabili, mentre i grandi gruppi di interesse aumentavano i propri introiti. Il libro se la prende con i profeti, di ventura e di sventura, quelli che credevano di sapere e quelli che facevano finta di non sapere.
Stefano Cingolani, 61 anni, è giornalista e scrittore, specializzato in politica estera ed economia, editorialista del quotidiano “Il Foglio”. Ha lavorato all’“Unità”, al “Mondo”, al “Corriere della Sera” (in particolare da New York e da Parigi), all’agenzia ApBiscom e al “Riformista”. Collabora con “Panorama”. Ha pubblicato per Laterza Le grandi famiglie del capitalismo italiano e Guerre di mercato.


LUCA STEFFENONI, "NERA. COME LA CRONACA CAMBIA I DELITTI" (SAN PAOLO, 2011)

Dalla penna di uno dei maggiori criminologi italiani, un'analisi reale e spietata dei meccanismi con cui la cronaca nera ci racconta "delitti che vogliamo sentirci raccontare", e ci aiuta a nascondere "la nostra complice superficialità". Perché alcuni "casi" bucano lo schermo più di altri? Come e quanto i media distorcono la realtà dei fatti a uso e consumo della massa dei telespettatori? La realtà televisiva influenza anche il lavoro della magistratura? Dal "caso" Cogne a Sara Scazzi, da Erika e Omar fino a Simonetta Cesaroni, al mostro di Firenze, nel passaggio dalla realtà alla cronaca qualcosa cambia, il crimine diventa spettacolo, e non tutti i delitti sono uguali sotto l’occhio delle telecamere. Luca Steffenoni attraversa la storia d’Italia dall’Unità ad oggi per far luce e indagare sul cuore nero del paese. "La cronaca nera ha, negli ultimi anni, subito così tante modifiche da risultare irriconoscibile. Basta pigiare su un qualsiasi tasto del telecomando per accorgersene. Tra esperti mescolati a uomini e donne dello spettacolo, politici che non sanno rinunciare alla visibilità mediatica, inquisiti che si scannano per un'inquadratura, avvocati che fanno la loro arringa in video, si è consolidato ormai un genere che mescola audacemente talk show e reality. È cambiata l'Italia e con essa i mezzi d'informazione, si è modificato il delitto e il modo di narrarlo".


WALTER VELTRONI, "L'INIZIO DEL BUIO" (RIZZOLI, 2011)

L'11 giugno 1981, poco dopo le 13.00, l'Italia resta paralizzata davanti alla tv. Durante il Tg2, da un pozzo nella campagna di Vermicino, vicino a Frascati, proviene l'urlo di un bimbo che chiama la mamma. "È il pianto di un bambino che si sveglia nella notte, nel cuore di un incubo mostruoso, senza sapere se quella che ha vissuto è realtà o cattiva fantasia. È il pianto di un bambino che viene deportato, che vede la mamma allontanarsi e poi sparire, dietro una curva. È il pianto di un bambino al quale un adulto ha fatto la più orrenda delle violenze. È tutti i pianti di tutti i bambini del mondo. Tutti in una volta. Tutti in un bambino solo". Quell'urlo, le interminabili ore di angoscia che seguiranno, il nome del bambino - Alfredino Rampi - sono impressi a fuoco da trent'anni nella memoria degli italiani. Che forse non ricordano una coincidenza: mentre Alfredino precipita nel pozzo, nel tardo pomeriggio del 10 giugno, alle 19:00, a San Benedetto del Tronto un giovane antennista, Roberto Peci, viene rinchiuso nel bagagliaio di una 127 e condotto in una "prigione del popolo", dove le Brigate Rosse l'avrebbero "processato" e poi ucciso per vendicarsi del fratello Patrizio, il primo pentito delle Br. In questo libro, Walter Veltroni racconta quelle due tragedie parallele, ripercorrendo i luoghi e intervistando i protagonisti, rivelando aspetti inediti e cogliendo nei due episodi l'inizio di quello che sarebbe diventata la televisione: il grande occhio che trasforma la realtà in reality.


MARTIN CRUZ SMITH, "LE TRE STAZIONI" (MONDADORI, 2011)

Su un treno espresso diretto a Mosca la giovanissima Maya, quindici anni, e la figlioletta di sole tre settimane viaggiano su uno squallido vagone in classe supereconomica, quando un soldato ubriaco tenta di violentare la ragazza. Soccorsa da un'amabile vecchietta, la ragazza si accorge al suo risveglio da un sonno drogato che l'anziana è scomparsa portandosi via la sua bambina. Nel frattempo, alla stazione d'arrivo, in piazza Komsomol - un'area popolata da ogni tipo di malavitosi, prostitute, bambini mendicanti e drogati - viene ritrovato il cadavere di una giovane prostituta. Incaricato delle indagini, l'ispettore Arkady Renko capisce che i due casi sono collegati e riconducono a un chiacchierato oligarca russo.
Martin Cruz Smith vive in California ed è l'autore di numerosi romanzi di successo, tra cui Los Alamos (1986), La rosa nera (1997) e Tokio Station, nonché di alcuni grandi bestseller internazionali, Gorky Park (1982), Stella Polare (1990), Red Square (1993) e Lupo mangia cane (2005), centrati sulla figura dell'ispettore Arkady Renko.


ALOJZ REBULA, "NOTTURNO SULL'ISONZO" (SAN PAOLO, 2011)

Tra tutti i libri di Alojz Rebula che hanno per protagonista un uomo di Chiesa, il romanzo Notturno sull'Isonzo occupa un posto speciale. Ispirandosi alla vita di un sacerdote realmente esistito, ovvero don Filip Tercelj (di cui Florijan Burnik è l'alter ego letterario), Rebula descrive il tragico destino che investì tanti preti sloveni, vittime dei totalitarismi del secolo scorso: il protagonista del romanzo è dapprima incalzato dai fascisti in casa propria, poi confinato ed esiliato in Italia; rinchiuso in un campo di concentramento dai nazisti; infine, nel dopoguerra, assassinato brutalmente dai comunisti senza tanti complimenti. Questo romanzo è un singolare monumento eretto alla memoria di tutti i sacerdoti sloveni della cosiddetta Primorska che, accettando la persecuzione e mettendo a repentaglio la loro vita, furono sempre pronti a difendere la dignità umana nonché il diritto fondamentale spettante a ciascun uomo di onorare Dio nella sua lingua madre e di conservare la propria identità nazionale.


STEFANO BENNI, "LE BEATRICI" (FELTRINELLI, 2011)

Otto monologhi al femminile. Una suora assatanata, una donna ansiosa e una donna in carriera, una vecchia bisbetica e una vecchia sognante, una giovane irrequieta, un'adolescente crudele e una donna-lupo. Beatrice è esilarante, La Mocciosa agghiacciante (una sorta di satira del "federicomoccismo" con finale raggelante). La presidentessa è spietato. Volano dolcissimo. Mademoiselle Lycanthrope e Suor Filomena potevano uscire solo dalla penna di Benni. E poi c'è La vecchiaccia, probabilmente uno dei racconti migliori dell'autore bolognese. Il libro, piccolo piccolo, tratto da uno spettacolo-laboratorio tenutosi al Teatro dell'Archivolto di Genova e gonfiato da stralci di un altro spettacolo (Apparizioni) e da una ballata scritta per Fabrizio De André, è nel suo complesso un continuum di irose contumelie, invettive, spasmi amorosi, bamboleggiamenti, sproloqui, pomposo sentenziare, ammiccanti confidenze, vaneggiamenti sessuali, sussurri sognanti, impettite deliberazioni. Uno "spartito" di voci, un'opera unica, fra teatro e racconto. Una folgorazione. Monologhi, poesie e canzoni.


FRANCESCA VALLA, "FACCIAMO LA PAPPA" (MONDADORI, 2011)

Insegnare ai bambini a mangiare di gusto è uno dei momenti cruciali nello sviluppo dei rapporti tra genitori e figli. In questo libro, ricco di esempi pratici, di giochi e di ricette, Francesca Valla, protagonista della nota trasmissione “SOS Tata”, spiega come gestire al meglio il momento della pappa. Con stile immediato e brillante, Francesca Valla sottolinea l’importanza di coinvolgere da subito il bambino nel riconoscimento, nell’acquisto e nella preparazione degli alimenti e arrivare a tavola “apparecchiati”. È proprio a tavola, infatti, che si conoscono meglio i propri figli, i loro gusti, il loro modo di comportarsi. E allora almeno un pasto al giorno dovrebbe essere consumato insieme, e vissuto come importante occasione per educare attraverso l’imitazione, la ripetizione e l’assimilazione di regole e di modi di comportamento.

















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