www.bibliotecaventiquattromaggio.it

BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

Cerca

Vai ai contenuti

Nuovi arrivi - Gennaio 2013

IN VETRINA

JOAN DIDION, “BLUE NIGHTS” (IL SAGGIATORE, 2012)

Come L'anno del pensiero magico, vincitore nel 2005 del National Book Award per la non fiction, Blue nights colpisce per la precisione chirurgica con cui Joan Didion parla del dolore. L'autrice parla della perdita della sua unica figlia, Quintana Roo, scomparsa appena trentenne, dopo una malattia improvvisa, tragica e lunga, e un calvario di operazioni e di terapie intensive. Sono passati sette anni da quando la scrittrice festeggiava il matrimonio della figlia nella cattedrale di St. John the Divine in Amsterdam Avenue. Joan Didion ripensa a quel giorno, ai gelsomini del Madagascar nei capelli di Quintana, al fiore di frangipani tatuato sulla spalla. I ricordi rievocano istantanee dell'infanzia di Quintana: Malibù, la scuola di Holmby Hills, la California Meridionale e le sue stagioni "che arrivano in modo così teatrale da sembrare colpi di un destino inatteso". I ricordi spingono Joan Didion a interrogarsi sul suo essere madre, ora che la figlia non c'è più. A rileggere ogni singolo evento della vita di Quintana alla ricerca di segni che forse non aveva voluto vedere. A fare i conti con la propria, inaspettata vecchiaia.


SONYA HARTNETT, “LO ZOO DI MEZZANOTTE” (CAIRO EDITORE, 2012)

Lo zoo di Mezzanotte è un romanzo che risuona di ululati, lamenti sussurrati, parole, vagiti di neonati e sogni. Andrej e Tomas, dodici e nove anni, sono in cammino attraverso un paese devastato dalla guerra. Sono rom, abituati a vivere per strada e a cambiare ogni sera orizzonte. E sanno che anche se quella non è la loro guerra, i soldati invasori sono lì anche per loro. Fuggono insieme a Wilma, la sorellina che ha solo pochi mesi di vita e bisogno di latte, calore, protezione e che, per sopravvivere, dipende esclusivamente dai suoi fratelli. Vagando senza una meta, una notte, mentre scivolano silenziosi tra le macerie dell'ennesimo villaggio, i ragazzi si trovano davanti a una visione surreale: un piccolo zoo che i combattimenti sembrano aver miracolosamente risparmiato, con le gabbie ancora intatte disposte in cerchio, dove vivono una leonessa, un lupo, un cinghiale, un camoscio, un lama, un'aquila, un orso, una foca, un canguro e una scimmia. Sono incustoditi, affamati, allo stremo. Ognuno di loro ha una storia da raccontare, un dolore da dimenticare. Un sogno di libertà prigioniero delle sbarre dell'uomo. Se c’è una qualità che su tutte impera in questo romanzo della giovane scrittrice australiana Sonya Hartnett è la misura calibrata tra lirismo e fermezza del tono. Un libro per ragazzi poetico e forte allo stesso tempo.


EDGARDO COZARINSKY, “ULTIMO INCONTRO A DRESDA” (GUANDA, 2012)

Gennaio 1945, fine della Seconda guerra mondiale. Una ragazza, avvolta in una pesante mantella da soldato che la protegge appena dal freddo, fugge attraverso la Polonia e la Cecoslovacchia. Arriva a Vienna e da qui a Genova. Tre anni dopo, nel 1948, ha iniziato una nuova vita a Buenos Aires. Non è stato facile e deve lavorare sodo per guadagnarsi da vivere; abita nella pensione di Frau Dorsch, ma nessuno degli altri ospiti, perlopiù emigranti rumeni e ungheresi, sa come abbia fatto a lasciare l'Europa. Perché questa donna ha alle spalle un passato infamante, e molti anni dopo solo le domande innocenti di suo figlio Federico, concepito a Buenos Aires alla fine dello stesso 1948, riusciranno a impedire che lei lo dimentichi e lo seppellisca per sempre. E sarà proprio lui, ormai adulto, a chiudere il cerchio di questa vita segreta...
Edgardo Cozarinsky è uno scrittore e regista argentino di origine ucraina. Nato a Buenos Aires nel 1939, all'inizio degli anni '70 gira il suo primo film, …o Puntos suspensivos. Nel 1985 scrive Vudù urbano, un libro che mescola narrativa e saggistica. Nel 2001 pubblica La novia de Odessa, che lo consacra definitivamente come scrittore internazionale.


ALAN D. ALTIERI, “WARRIORS. LE NUOVE FURIE” (TEA, 2012)

"Kogon non riusciva a ricordare nient'altro. Solo la guerra. Forse, non c'era mai stato nient'altro. Da nessun'altra parte, in nessun altro tempo, in nessun altro spazio. Impossibile rallentarla. Impossibile fermarla. La guerra è eterna." In questo nuovo volume di racconti di Alan D. Altieri, "maestro italiano dell'Apocalisse", in prima linea su tutti i campi di fuoco - terre desolate, frontiere di tenebra del mondo - ci sono una schiera di formidabili personaggi femminili: warriors, guerriere di tutte le battaglie perdute, nuove furie... Come il soldato Kogon, perso nel tempo infinito della guerra eterna in Contatto con il nemico; o come il sergente specialista dei Rangers Katherine Lydia Ash in T/meK; o ancora come il micidiale sergente maggiore Alberta Venn in Victory. Cinque racconti (Contatto con il nemico; L’unico fascista buono; T/meK; Bloodstar; Victory) e un romanzo breve (Los(t) Angel(e)s) che è praticamente un inedito, scritto dall’autore riprendendo un suo vecchio racconto e lasciando lo stesso titolo. Una storia di rara potenza in cui devastazione fisica e morale, sporchi giochi finanziari e politici ed esplosioni di sentimenti primordiali si intrecciano sullo sfondo infernale della Città degli Angeli. Gli Angeli Perduti. Ogni racconto è preceduto da una pagina di presentazione dell’autore.
Alan D. Altieri è nato a Milano nel 1952. Autore prolifico e poliedrico, è stato definito da Oreste del Buono "il più americano degli scrittori italiani".


HAKIM CATHERINE, “CAPITALE EROTICO. PERCHÉ IL FASCINO È IL SEGRETO DEL SUCCESSO” (MONDADORI, 2012)

Ogni individuo è dotato di alcune risorse personali che può cercare di sviluppare per migliorarsi: il capitale economico (il denaro), il capitale umano (l'educazione e l'esperienza), il capitale sociale (le conoscenze e l'ambiente sociale in cui si cresce). Esiste però una quarta, fondamentale risorsa: il capitale erotico. Con ironia, la sociologa Catherine Hakim espone in che cosa consista questo prezioso giacimento - una miscela di bellezza, sex appeal, abilità sociali, vitalità, eleganza e competenze sessuali - spiegandoci quale ruolo abbia nella vita quotidiana e quanto sia determinante per comprendere i meccanismi relazionali, economici, psicologici della nostra società. Il "capitale erotico" è a disposizione degli uomini come delle donne, eppure queste ultime, che ne posseggono in quantità maggiore, essendo da sempre abituate a coltivarlo, ne beneficiano in misura minore. Pregiudizi maschilisti e teorie femministe per troppo tempo ci hanno inculcato l'idea che sfruttare il fascino femminile sia sbagliato: ma perché le donne non dovrebbero approfittare del proprio vantaggio?
Classe 1948,
Catherine Hakim lavora attualmente presso la London School of Economics.


GIANLUCA ARRIGHI, “VINCOLO DI SANGUE” (DALAI EDITORE, 2012)

Nel 1993 l'Italia fu sconvolta da un caso di omicidio familiare senza precedenti: Rosalia Quartararo uccise la figlia diciottenne e ne occultò il cadavere in una roggia della Bassa lodigiana. Per gli inquirenti il movente fu passionale: la donna si sarebbe innamorata del fidanzato della giovane e, in preda a un furioso attacco di gelosia, avrebbe eliminato la "rivale" con ferocia inaudita. Rosalia fu condannata all'ergastolo e inserita nei trattati di criminologia tra le assassine più spietate. Per cancellare l'etichetta di mostro attribuitale dai media, Gianluca Arrighi ne ha ricostruito la complessa vicenda processuale cercando di rispondere a una domanda cruciale: cosa scatta nella mente di una madre che uccide la figlia? Con una prosa secca e incisiva Arrighi accompagna il lettore nella difficile esistenza di Rosalia, tra Palermo e Milano, costellata di drammi e violenze, fornendoci anche uno spaccato della vita carceraria femminile, segnata dai soprusi e dall'indelebile marchio d'infamia che bolla le detenute figlicide. Un viaggio doloroso all'interno di una vicenda dominata da una legge primordiale e inviolabile: quella del vincolo di sangue.


MARINELLA COLOMBO, “NON VI LASCERÒ SOLI” (RIZZOLI, 2012)

Il libro presenta l'accusa e la versione dei fatti di Marilena Colombo in merito alla vicenda di affidamento dei figli di cui è tuttora protagonista e che coinvolge, tra l'altro, l’istituzione che in Germania tutela ufficialmente i minori, lo Jugendamt. Nel 2006, quando si separa dal marito tedesco, Tobias Ritter, Marinella Colombo ottiene l’affidamento dei figli. Nel 2008, per non perdere il proprio lavoro, Marinella è costretta a tornare in Italia. Pur essendoci, secondo la Colombo, un accordo tra lei e il marito, a sua insaputa una mattina Leonardo e Nicolò vengono prelevati dalle forze dell’ordine a scuola a Milano, e riportati a Monaco di Baviera. Secondo quanto ricostruito in seguito dalle indagini il 19 febbraio del 2010 Marinella portò via i figli da Monaco e li tenne nascosti in Slovenia per circa un anno grazie all’aiuto della nonna. Su disposizione del procuratore aggiunto Pietro Forno e del pm Luca Gaglio, Marinella viene arrestata il 2 marzo 2011 perché – secondo l’accusa – si preparava a fuggire in Libano con i figli. Questo libro è stato scritto mentre la Colombo scontava la sua pena agli arresti domiciliari. Oggi i bambini sono in Germania e il giudice tedesco respinge regolarmente ogni richiesta avanzata dalla Colombo per riabbracciare i suoi figli.


GIAMPIERO ROSSI, "AMIANTO. PROCESSO ALLE FABBRICHE DELLA MORTE" (MELAMPO, 2012)

In questo libro Giampiero Rossi ricostruisce meticolosamente la storia della ditta Eternit spa a Casale Monferrato e del processo conclusosi a carico del suo proprietario, il barone belga Louis De Cartier, alcuni mesi fa, riconosciuto responsabile di una strage silenziosa. All'interno della fabbrica si produceva amianto, fibra-killer decretata illegale in Italia nel 1992. Negli anni a Casale Monferrato sono morte quasi tremila persone e decine sono i nuovi ammalati ancora oggi, a un quarto di secolo dalla chiusura della fabbrica. Un dramma che ha attraversato generazioni e ha falcidiato una città. Giampiero Rossi presenta nel suo lavoro tutte le prove d’accusa contro i padroni dell’Eternit, quelle che hanno condotto al verdetto che ha reso giustizia ai quasi tremila morti e alle oltre seimila parti civili. Vittime - queste le parole in aula del procuratore Raffaele Guariniello - di «una tragedia immane». Una vicenda tormentata che non riguarda soltanto Casale, ma tutto il mondo. Perché la fibra-killer è ancora legale in molti paesi dove di amianto si continua a morire. E anche per questo sul «processo del secolo», e sulla storica sentenza del 13 febbraio 2012 a Torino, si sono concentrate attenzioni internazionali.











HOME PAGE | IN PRIMO PIANO | IN VETRINA | CATALOGO | SERVIZI | ATTIVITA' | INFO | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu
script type="text/javascript"> var _gaq = _gaq || []; _gaq.push(['_setAccount', 'UA-19536673-1']); _gaq.push(['_trackPageview']); (function() { var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true; ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js'; var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s); })();