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BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

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Nuovi arrivi - Maggio 2011

IN VETRINA

REBECCA JOHNS, "LA CONTESSA NERA" (RIZZOLI, 2011)

Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Murata viva in una stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Bàthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l'algido e violento Ferenc Nàdasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sàrvàr è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un'anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini?
La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Bàthory, la contessa sanguinaria.



JAN WALLENTIN, "LA STELLA DI STRINDBERG" (MARSILIO, 2011)

Le distese dell’Artico alla fine dell’Ottocento. Tre esploratori svedesi scompaiono dopo un avventuroso viaggio in pallone. Sono in pochi a sapere che a bordo di quel pallone Nils Strindberg aveva con sé una stella e una croce di origine sconosciuta. Ma nessuno sa dove sono finite. Più di cento anni dopo, immergendosi in una vecchia galleria mineraria di una remota regione della Svezia, un sommozzatore scopre un corpo che la miniera custodisce da lunghi anni, con il suo segreto: una croce ansata che rappresenta il simbolo egizio della vita. Potrebbe trattarsi dello stesso oggetto gelosamente conservato da Strindberg? Ma dove si nasconde la stella? Don Titelman, uno storico eccentrico esperto di miti e simboli religiosi, viene coinvolto e trascinato suo malgrado nella ricerca dell’altra metà della chiave: braccato da una misteriosa e potente Fondazione segreta, Titelman fugge attraverso l’Europa inseguendo l’antico mistero che lo porterà a ripercorrere le tracce di Strindberg tra i ghiacci del Polo e a scoprire il vero scopo della sua spedizione.
In parte thriller, in parte romanzo d’avventura, La stella di Strindberg è una disperata caccia alla conoscenza, un racconto fantastico attraversato dall’oscura storia dell’Europa del ventesimo secolo, che fonde abilmente immaginazione e precisione realistica e unisce le virtù di un’ingegnosa trama ricca di suspense a quelle di un vero romanzo.


GORDON REECE, "TOPI" (GIUNTI, 2011)

Impaurite e remissive, Shelley e sua madre sono abituate a subire: dal padre che le ha abbandonate scappando con una ventenne, dalle compagne di scuola che con le loro violenze hanno rovinato il volto di Shelley, dai colleghi di lavoro della madre. Per questo decidono di ritirarsi in una tranquilla casa di campagna lontana da tutto e da tutti: in fondo sono topi e i topi hanno bisogno di un nascondiglio per sottrarsi agli artigli dei gatti. Ma una notte un balordo entra in casa, le lega e le minaccia per ore. La rabbia per l'ennesimo sopruso fa esplodere in Shelley una ferocia mai provata: la ragazza riesce a liberarsi, insegue il ladro e lo pugnala fino ad ammazzarlo con l'aiuto della madre. Nello spazio di una notte, le due donne si trovano trasformate da vittime in carnefici. Da topi in gatti. In un crescendo sbalorditivo di colpi di scena, madre e figlia decidono di seguire il nuovo corso degli eventi. Fino a che punto saranno disposte a spingersi per occultare l'omicidio e restare impunite?



MAX BUNKER, "SATANIK" (MONDADORI, 2011)

Straordinario esito creativo di una coppia di cartoonist di eccezione - testi di Max Bunker, alias Luciano Secchi, disegni di Magnus - "Satanik" è un fumetto che ha rappresentato un cambiamento e un'evoluzione epocale nell’ambito delle strisce disegnate. Riproposto ora da Mondadori, il primo numero della ristampa comprende l’episodio iniziale, La Legge del Male, e il secondo, Nelle Spire del Diavolo. Pubblicato a partire dal dicembre 1964 dalla Editoriale Corno, "Satanik" si ribellava all’Italia di quel periodo, un Paese bigotto e ipocrita. Marny Bannister, una giovane intelligente e brillante laureata in chimica, ma brutta e non apprezzata dalla famiglia, piena di odio e rancore nei confronti del mondo, decide di provare una pozione che è in grado di modificare il suo aspetto. Trasformata, si fa chiamare Satanik e comincia a compiere azioni come andare letto con chiunque, purché danaroso, ricattare, estorcere, uccidere... Il personaggio è dotato di una crudeltà sconcertante ma anche una forte carica erotica, che sedusse intere generazioni di giovani lettori, che con "Satanik" scoprirono i primi turbamenti del sesso.


ANDREA CAMILLERI, "I MILLE, LA SICILIA, L'UNITA'" (LA REPUBBLICA - L'ESPRESSO, 2011)

Dall’entusiasmo dello sbarco di Garibaldi alle prime difficoltà dell’unificazione, Andrea Camilleri, che così bene ha descritto la Sicilia post-unitaria nei suoi romanzi, racconta le origini della nostra storia unita, ricorrendo alla letteratura: da Verga a Tomasi di Lampedusa, fino ai suoi libri, tra cui Un filo di fumo, Il birraio di Preston, La bolla di componenda, La concessione del telefono. L’arrivo dei Mille, la leva obbligatoria, i prefetti e la burocrazia piemontese, il brigantaggio e la repressione, ma anche la straordinaria annessione dell’isola al Regno d’Italia e la necessità, comunque, di un nuovo percorso unitario, sono i temi affrontati da Camilleri nella sua narrazione. Attraverso una delle voci letterarie più importanti di oggi comprenderemo il senso dell’essere un solo Stato, anche a partire dalle differenze e dalle problematiche di questi centocinquant’anni.


EVE ENSLER, "IO SONO EMOZIONE" (PIEMME, 2011)

Eve Ensler - scrittrice, drammaturga, sceneggiatrice newyorkese - è stata vittima da piccola da abusi sessuali. Da qui l'imput per il suo impegno social-femminile da cui nasce anche il libro Io sono emozione. In queste pagine, adolescenti di ogni parte del mondo si esprimono, lamentano la solitudine, le imposizioni, i soprusi. Le ragazzine occidentali ossessionate dalla dieta e dal look, che fanno sesso senza sapere perché; le bambine segregate in casa, mutilate e picchiate in nome di un qualche Dio; le piccole operaie prigioniere nelle fabbriche... raccontano tutte lo stesso grande vuoto che da sempre è stato modellato intorno a loro. Come un paese senza nome, agli altri incomprensibile, sconosciuto. E svelano che non c’è niente di più falso della convinzione generale che la vita di una ragazza sia ritmata esclusivamente da sequenze di fatti frivoli. Gli specchi davanti ai quali si pettinano, si truccano, si osservano con una smorfia poco convinta, al di là dell’aspetto, riflettono la densità di un animo femminile pronto a spiccare il volo, se solo avesse più spazio per muoversi, un angolo di cielo abbastanza grande da permettere alle sue ali di dispiegarsi.


VITTORIO GREGOTTI, "ARCHITETTURA E POSTMETROPOLI" (EINAUDI, 2011)

Il mondo contemporaneo è segnato dal trionfo della città: sia nei paesi ricchi che in quelli in via di sviluppo la popolazione urbana cresce costantemente, dando luogo a fenomeni di enorme portata economica, sociale, culturale. Vittorio Gregotti - uno dei più influenti architetti italiani - getta uno sguardo sulle città di oggi e sulle possibilità, le sfide e i problemi che esse pongono alla pratica dell'architettura. Se è vero che la globalizzazione della finanza e dei consumi ha trasformato con forza dirompente la nozione stessa di città, l'architettura ha spesso scelto, per comodità o addirittura per convinzione, di ridursi a rispecchiamento dell'ordine globale, all'inseguimento di una bizzarria di superficie e indifferente al suo contesto che tradisce le ragioni profonde del suo essere pratica artistica. Ma è impossibile recuperare una distanza critica nei confronti della post-metropoli trionfante che consenta di disegnarla e progettarla in modo diverso?


SVEVA SAGRAMOLA, "SECONDO NATURA" (MONDADORI, 2011)

Da dodici anni alla conduzione di "Geo&Geo" (RaiTre), Sveva Sagramola è diventata sinonimo di natura. Amata dal pubblico per la sobrietà e la professionalità, si è guadagnata l'affetto e la fiducia di tanti telespettatori stanchi della TV urlata e superficiale. In questo suo primo libro, Sveva accompagna il lettore in un viaggio, scandito dal ritmo naturale delle quattro stagioni, alla scoperta di un modo di vita antico e attualissimo. Ogni azione che compiamo, ogni nostro piccolo gesto quotidiano, può essere fatto "secondo natura". Mangiare, avere cura del proprio corpo, pulire la casa, trascorrere il proprio tempo libero, divertirsi, viaggiare... tutto può essere fatto senza pesare troppo sul nostro pianeta, guadagnando una dimensione naturale proprio in ciò che di più naturale esiste, la nostra vita. Degradare l'ambiente significa degradare noi stessi e tutto il genere umano. Aiutare la Terra a guarire, significa invece aiutare noi stessi.











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