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BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

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Nuovi arrivi - Maggio 2013

IN VETRINA

R. FAENZA - F. MACELLONI, “SILVIO FOREVER"“ (LUCKY RED, 2011)

Presentato come un'autobiografia non autorizzata del premier e uscito nelle sale nel 2011 (in quelle stesse settimane in cui i magistrati di Milano attendevano il premier in tribunale per l'affaire Ruby), Silvio forever è un documentario diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni e scritto dai giornalisti del "Corriere della Sera" Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Film di montaggio come il celebre Forza Italia con cui Faenza nel 1977 radiografò, con materiali pescati dagli archivi dell'Istituto Luce e dei tg Rai, la lunga egemonia democristiana sulla politica nazionale e l'inizio della sua fine, Silvio forever ricostruisce l'avventura umana, emotiva e politica di Berlusconi attraverso video (spezzoni di tg o trasmissioni tv, videomessaggi, interviste) e material fotografici. Comunque la si pensi, Berlusconi è uno strepitoso personaggio della commedia dell'arte, capace di offrire miriadi di spunti. Piaccia o non piaccia nessuno è più rappresentativo dell'Italia di oggi quanto l'ex-premier. La chiusa del documentario è sua: «Sono invincibile». Allegato al DVD, il libro Così parlò il cavaliere raccoglie, parola per parola, trent'anni di esternazioni, battute, invettive a ruota libera. Il risultato è un dizionario completo del berlusconismo spiegato da lui medesimo.


GIORGIO NAPOLITANO, “UNA E INDIVISIBILE"“ (RIZZOLI, 2011)

Secondo la Carta costituzionale, il Presidente della Repubblica "rappresenta l'unità nazionale". Durante le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, Giorgio Napolitano ha colto ogni occasione per dare risalto alle ragioni di dignità e di orgoglio nazionale che ci offre la storia del movimento di unificazione. Questo libro tocca gli aspetti salienti di quel processo: la sapiente architettura ideata da Cavour, lo slancio eroico suscitato da Garibaldi, la partecipazione della società meridionale alla costruzione dell'Italia unita, i legami del movimento per l'unità nazionale con le esperienze europee, l'azione unificante della lingua e della cultura. Napolitano non nasconde le zone d'ombra e le promesse non mantenute, in particolare lo squilibrio tra Nord e Sud e l'attuazione parziale di quell'autonomismo ben presente nelle visioni risorgimentali e infine nel dettato della Costituzione repubblicana. Ma, secondo Napolitano, proprio la consapevolezza delle durissime prove che l'Italia è stata costretta a superare per diventare una nazione deve darci quella fiducia indispensabile per superare le ardue sfide che ci attendono.


MICHELE AINIS, “STATO MATTO“ (GARZANTI, 2007)

«Da noi “Stato” è piuttosto sinonimo di stasi, è l'immagine d'un corpaccione mal cresciuto, che non ce la fa a reggersi in piedi. E la stasi richiama a sua volta una metastasi. Quella che avviluppa i trasporti pubblici, la scuola, la giustizia, gli ospedali, le nostre mille burocrazie armate l'una contro l'altra, però unite dall'idea di non concedere servizi ma favori al cittadino. Quella che converte il fisco in un rapinatore forte con i deboli, debole con i forti. Quella che ogni giorno ingrossa il fiume delle leggi, trasformandolo in un oceano nel quale ciascuno può annegare. Sarà per questo che non ci fidiamo dello Stato» (M. Ainis).
I malesseri della politica, le vessazioni dello Stato, la paralisi della giustizia, le assurdità surreali dell'amministrazione pubblica, la voragine informativa della Rai: Stato matto individua in forma di dizionario i 100 fondamentali "affanni e malanni" della democrazia italiana, a cominciare da una serie di meccanismi istituzionali farraginosi e contraddittori e dalla politica. Michele Ainis cerca perciò di capire in quale direzione muoversi senza imboccare sentieri pericolosi.



LAURA BOLDRINI, “TUTTI INDIETRO“ (RIZZOLI, 2010)

Cosa spinge migliaia di persone a cercare di raggiungere le coste italiane sfidando ogni pericolo? È giusto respingerli, come il governo italiano ha deciso di fare dal maggio 2009? Spesso nel dibattito pubblico si tende a considerare tutti i migranti allo stesso modo, mettendoli indistintamente in un unico grande calderone e presentandoli come minaccia alla sicurezza. Anche i rifugiati, da vittime di regimi e conflitti, finiscono per rappresentare un pericolo. Dalle parole di Laura Boldrini emerge una realtà invisibile all'opinione pubblica. L'autrice, che negli anni ha affrontato con passione e coraggio alcune tra le principali crisi umanitarie racconta la propria esperienza, maturata nell'incontro costante con il dolore di chi è costretto a scappare. Ma descrive anche l'Italia della solidarietà: dagli uomini che mettono a rischio la propria vita per salvare in mare i naufraghi partiti dalle coste africane, alle tante persone che nel rapporto quotidiano con immigrati e rifugiati realizzano un'integrazione vera e spontanea.


BRUNO AMOROSO, “EURO IN BILICO“ (CASTELVECCHI, 2011)

All’alba del nuovo millennio le ambizioni economiche dell'Europa risuonavano come una rivoluzione. Dieci anni fa nasceva, infatti, l’Euro. La nuova moneta veniva introdotta con l’obiettivo di unificare le valute nazionali dei Paesi aderenti all’Euro-zona e di coordinare le politiche monetarie degli Stati dell’Ue. Doveva servire anche a garantire la crescita e l’occupazione, per il raggiungimento della coesione sociale e territoriale dell’Unione e la protezione dalle speculazioni finanziarie contro le singole economie. Grandi aspettative, appunto, che dopo un decennio non hanno dato i risultati sperati: i Paesi che hanno adottato l’Euro mostrano un ritardo nella crescita economica rispetto a quelli che hanno mantenuto la sovranità monetaria nazionale.
Bruno Amoroso, economista di fama internazionale, a lungo stretto collaboratore di Federico Caffè, ricostruisce le cause di questo fallimento e ne individua i responsabili. Il testo, breve ma intenso, svela retroscena e responsabilità insospettabili: la nascita dell'Euro, dell'Unione monetaria, le determinazioni politiche degli Stati più potenti, vengono descritti con profondo acume. Da leggere per conoscere un punto di vista critico "eretico".


DAVID GROSSMAN, “CADUTO FUORI DAL TEMPO“ (MONDADORI, 2012)

Una sera, in una città di un luogo immaginario, un padre si alza da tavola, prende commiato dalla moglie ed esce per andare "laggiù". Ha perso un figlio, anni prima, e "laggiù" è dove il mondo dei vivi confina con la terra dei morti. Non sa dove sta andando, e soprattutto non sa cosa troverà. Lascia che siano le gambe a condurlo, per giorni e notti gira intorno alla sua città e a poco a poco si unisce a lui una variegata serie di personaggi che vivono lo stesso dramma e lo stesso dolore: il Duca signore di quelle terre, una riparatrice di reti da pesca, una levatrice, un ciabattino, un anziano insegnante che risolve problemi di matematica sui muri delle case. E l'uomo a cui è stato affidato l'incarico di scrivere le cronache cittadine. Ciascuno ha la propria storia, chi ha perso il figlio per una grave malattia, chi in un incidente, chi in guerra. Insieme a loro idealmente, visto che non può muoversi dalla sua stanza, c'è anche una strana figura di Centauro, con la parte inferiore del corpo che nel tempo si è trasformata in scrivania. E uno scrittore che da quindici anni vive circondato dagli oggetti del figlio che non c'è più, e il cui unico desiderio da allora è catturare quella morte con le parole.
David Grossman ha perso un figlio, Uri, durante la guerra lampo che Israele ha combattuto con Hezbollah in Libano nell’agosto 2006. Quel lutto ha già ispirato allo scrittore altri libri come, ma è con Caduto fuori dal tempo che Grossman tuffa le mani fino ai polsi nella materia indicibile che la morte di un figlio rappresenta.


ANDREA DE CARLO, “VILLA METAPHORA“ (BOMPIANI, 2012)

Una piccola isola vulcanica ai margini estremi del Mediterraneo meridionale, Tari. Uno squisito resort di lusso arrampicato sulle rocce, "Villa Metaphora". Pochi ospiti internazionali, ricchi e famosi, in cerca di qualche giorno di tregua dalle pressioni del mondo. Quattordici personaggi che si passano il testimone di capitolo in capitolo: un architetto e imprenditore milanese, la sua assistente e amante tarese, un marinaio nato sull'isola, un falegname dall'animo artistico, un raffinato chef spagnolo, una ragazza italo­irlandese alla ricerca delle sue origini, una giornalista francese in incognito, un potentissimo banchiere tedesco e sua moglie, due anziani coniugi italiani dediti al gioco della deduzione, una giovane star americana e suo marito, inventore di un metodo per risolvere problemi altrui, un politico italiano che cerca il sostegno dei "poteri forti". Quattordici punti di vista, ognuno con la sua voce, il suo mondo, i suoi riferimenti. Ognuno credibile, coerente, e del tutto inconciliabile con gli altri. Una trama serrata, piena di coincidenze, complicazioni, colpi di scena. Un tour de force stilistico, sfaccettato in una varietà di prospettive e di modi di raccontare. Il romanzo più ambizioso, ironico, cattivo, avventuroso, polemico mai scritto da Andrea De Carlo.


FRANZ HESSEL, “GLI ERRORI DEGLI AMANTI“ (ELLIOT, 2012)

Siamo a Berlino, nel marzo 1919, subito dopo la guerra del 1914-18. Tre coppie si incontrano in un locale da ballo ma, poiché la luce salta e la musica tace, decidono di ritirarsi nell'appartamento di uno di loro. Passano la sera bevendo e riscaldandosi ai racconti che hanno da farsi. Le storie che si delineano sono storie d'amore il cui "difetto" principale consiste nel carico di attese frustrate e promesse mancate che ogni passione sembra portare inevitabilmente con sé. Mentre al contrario - suggerisce Hessel - l'unico sentimento che forse può condurci davvero alle soglie dell'indicibile, in quel punto essenziale e delicato in cui un'anima si affaccia su un'altra, è un sentimento lieve, antiretorico e antiromantico: non l'amore-passione, cioè, ma casomai un amore leggero, diffuso, dai contorni amichevoli.
Franz Hessel è uno scrittore franco-tedesco nato nel 1880 e morto nel 1941 in un campo nazista. Pubblicato in Germania per la prima volta nel 1922, Gli errori degli amanti è un invito al libertinaggio come antidoto all’ossessione amorosa, agli effetti devastanti di questo tipo di amore.













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