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BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

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Nuovi arrivi - Novembre 2012

IN VETRINA

ALBERTO BEVILACQUA, “ROMA CALIFFA” (MONDADORI, 2012)

"Roma Califfa" è, e non sarebbe potuto essere altrimenti, la Roma di Alberto Bevilacqua, parmigiano di nascita ma romano di adozione da quando, a vent'anni, partì per tentare la prima avventura della sua vita, trasmigrando dal Po al Tevere e insediandosi nella città eterna. Come tanti italiani, a quel tempo soprattutto, ha deciso di affidare alla capitale la sua gioventù e il suo futuro: speranze, sogni, anni di vita. Questo volume è l'illuminante cronaca delle esplorazioni, scoperte, immedesimazioni di Bevilacqua nell'"anima califfa", carnale e leggendaria, di Roma. Si spazia dai ricordi di quando Bevilacqua era un giovane cronista di nera al "Messaggero" alla Roma del boom e degli anni gloriosi di Cinecittà, fino alla Roma tormentata dei giorni nostri. Un itinerario fatto non solo di luoghi, ma anche di incontri e conversazioni, ad esempio con attori come Charlie Chaplin, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi. Un libro di felici testimonianze, con affascinanti personaggi finalmente svelati.


MAURO MAZZA, “L'ALBERO DEL MONDO” (FAZI, 2012)

Nell'autunno del 1942 il ventitreenne Giaime Pintor ed Elio Vittorini, di undici anni più anziano, si incontrano a Weimar, al raduno degli scrittori europei organizzato dalla propaganda nazista guidata da Joseph Goebbels. La città di Goethe e Schiller è la culla della nuova "civiltà" nata sotto le insegne del Terzo Reich. Ma proprio in quei giorni, quasi all'improvviso, le sorti della guerra sembrano capovolgersi. Tre storie e tre destini si intrecciano inaspettatamente: sono quelli di due tra i più conosciuti intellettuali italiani e del più crudele e implacabile ministro di Hitler, con i primi coinvolti appieno nella polemica politica e culturale italiana ed europea, ma al tempo stesso inevitabilmente presi nelle loro vicende amorose, nelle maglie della vita quotidiana, fra progetti e speranze. Un esordio narrativo in bilico tra fiction e realtà, con elementi tratti dalle fonti e una forte rielaborazione dal piglio narrativo. Ne emerge un romanzo originale, in cui trova spazio anche la storia del fisico siciliano Ettore Majorana, scomparso nel nulla nel 1938, e che racconta le vicende di un'umanità sbandata e confusa e sulla quale incombono le inquietanti ombre del vicino campo di concentramento di Buchenwald.


ENZO GHINAZZI, “LA CONFESSIONE” (MONDADORI, 2012)

Sanremo. Suite 606 del Royal Hotel di Sanremo, la camera più cara e sfarzosa che si possa desiderare. Il sole pallido di febbraio filtra attraverso le tapparelle e illumina il volto di un uomo, reso irriconoscibile. A poche ore dalla serata finale del Festival della Canzone, un clamoroso omicidio scuote il mondo dello spettacolo e l'Italia intera: uno dei cantanti più amati dal pubblico è stato ucciso con un colpo di pistola al volto. Delle indagini è incaricato il commissario Oscar Borrani - qualche chilo di troppo, un matrimonio fallito che brucia ancora e una gran voglia di chiudere il caso nel minor tempo possibile: in vent'anni di carriera, di morti ne ha già visti abbastanza, e sa che portano sempre rogne. Ma i morti non sono tutti uguali, ed Enrico Bertini in arte Chico non è mai stato un uomo come gli altri. Sregolato, geniale, eccessivo in tutto nell'amore per le donne, il rischio, il successo - ha vissuto bruciando ogni tappa, spingendo sempre al massimo, lasciandosi alle spalle un esercito di nemici. E di segreti che soltanto il sangue della vendetta potrà lavare via. La confessione di Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, è un thriller che ci trascina nel mondo sfavillante dello spettacolo, mostrandoci dall'interno la sua anima nera.


FRIEDRICH DURENMATT, “FRANCO QUINTO” (MARCOS Y MARCOS, 2012)

Una delle banche più antiche della Svizzera è a un passo dal fallimento. Ma perché arrendersi? Franco Quinto e la moglie Ottilia, eredi di una immortale schiatta di banchieri, ne sanno una più del diavolo. Da due secoli ingannano, falsificano, uccidono pur di far profitti e nascondere tremende nefandezze. Tornare indietro non si può. Allora addio scrupoli e buoni sentimenti: chi se ne frega, ad esempio, se si uccide il proprio miglior amico? Banca e Profitto vengono prima di ogni altra cosa! E per trasferire allo Stato il buco clamoroso generato dalla pessima gestione degli ultimi anni, i coniugi Franco sono pronti a simulare perfino la propria morte. Ma – colpo di scena – Franco e Ottilia scoprono che al mondo c'è qualcuno più diabolico di loro... Una commedia farsesca, sinistramente profetica, su vergogne e drammatici segreti del mondo della finanza. Una commedia scritta nel 1959 e ritornata attuale più che mai con l'esplosione degli scandali che negli ultimi anni hanno scosso le banche (e i risparmiatori) di mezzo mondo. Alla fine non si può che essere d'accordo con Friedrich Durrenmatt: “Rapinare una banca è roba da dilettanti. I veri professionisti, una banca la fondano”.


GHERARDO COLOMBO - FRANCO MARZOLI, “FARLA FRANCA” (LONGANESI, 2012)

Nel 1992 le indagini dell'inchiesta "Mani pulite" portarono alla luce Tangentopoli: un sistema di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti ai livelli più alti del mondo politico e finanziario italiano. Furono coinvolti ministri, deputati, senatori, imprenditori, perfino ex presidenti del Consiglio. I reati scoperti dalle inchieste condotte da un pool della procura della Repubblica di Milano suscitarono una grande indignazione nell’opinione pubblica e di fatto rivoluzionarono la scena politica italiana. Partiti storici come la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista Italiano, il Psdi, il Pli sparirono o furono fortemente ridimensionati. A distanza di vent’anni, attraverso un dialogo serrato con Franco Marzoli, Gherardo Colombo, che di quel pool faceva parte, svela i retroscena delle indagini di "Mani pulite" sottolineandone effetti, limiti e aspettative mancate. Sullo sfondo, un Paese, l'Italia, in cui la giustizia viene spesso percepita come un ostacolo. Amara la chiosa finale di Gherardo Colombo: “Temo che Mani pulite, giudiziariamente sia servita a poco o a nulla, e che anche culturalmente sia servita a ben poco”. Impreziosisce il libro la prefazione del filosofo Umberto Galimberti.


VANDANA SHIVA, “FARE PACE CON LA TERRA” (FELTRINELLI, 2012)

Vandana Shiva è diventata una delle più importanti testimonial delle lotte per la difesa dell’ecosistema, contro il saccheggio delle risorse naturali che le grandi Corporation da tempo perseguono, senza alcun rispetto per le popolazioni né per i luoghi. È una logica drammatica che sta facendo precipitare il nostro pianeta verso una situazione di non ritorno, contro cui si oppone il sapere antico, connesso con la natura e il suo ciclo, delle popolazioni indigene. L’aggressiva politica delle Corporation negli ultimi anni ha fatto un salto di qualità. Le Multinazionali sempre più ricorrono all’uso strutturato della forza, trasformando in senso regressivo i Paesi in veri e propri stati militarizzati corporativi – come testimoniano quanto sta accadendo nelle zone tribali indiane e l’arresto di numerosi ambientalisti e difensori dei diritti umani. Contro questo, in tutto il mondo si sta formando un’altra consapevolezza che pone al centro i diritti di Madre Terra. In pieno caos, con coraggio e tanto amore, la gente comune, dal basso, sta costruendo una nuova visione del pianeta. Questo libro fa il punto proprio sullo scontro in atto tra le due opposte concezioni del mondo.


MIRELLA SERRI, “SORVEGLIATI SPECIALI. GLI INTELLETTUALI SPIATI DAI GENDARMI (1945-1980)” (LONGANESI, 2012)

Nessuno si aspetterebbe di ritrovarli in mattinali e rapporti riservatissimi della polizia. Eppure, tra il 1945 e il 1980, i più importanti scrittori, pittori, registi, attori, filosofi, giornalisti italiani sono stati spiati per decenni. L'incredibile vicenda prende avvio nel dopoguerra e s'intensifica in epoca scelbiana quando si lavora intensamente per schedare l'intellighenzia di sinistra, che è ritenuta non solo un covo di potenziali sovversivi ma anche la longa manus della propaganda dei partiti dell'opposizione, i tentacoli di una polipesca operazione socialista e comunista per conquistare consensi. Emerge così dai rapporti di polizia il resoconto insolito di riunioni riservate, assemblee e conventicole che impegnano i più noti intellettuali di sinistra, dagli anni in cui si genuflettono al mito dell'Unione Sovietica agli incontri più carbonari e segreti degli anni Settanta. Lavorando su archivi fino a oggi mai esplorati, Mirella Serri riporta alla luce non solo la sotterranea caccia all'intellettuale scatenata dai governi a maggioranza democristiana ma anche il profilo nascosto della storia della cultura di sinistra in Italia, con le sue grandi illusioni e i suoi atroci abbagli.


JILL VERGOTTINI, “MI RACCOMANDO LA FRANGIA” (ADD EDITORE, 2012)

La famiglia Vergottini, parrucchieri e curatori d'immagine, negli anni '60-70 ha stravolto e dominato la moda italiana. Dalle loro sapienti mani sono passati molti artisti del mondo dello spettacolo alla ricerca di un look che li facesse diventare dei "personaggi"; è successo così per il celebre caschetto di Raffaella Carrà, per Caterina Caselli che al famoso taglio deve anche il suo soprannome di "casco d'oro". L'immagine logo della famiglia Vergottini ben rappresenta lo stile e la classe di questi artisti dei capelli e il "taglio Vergottini" ha ormai un suo posto nell'immaginario degli italiani. Jill Vergottini, racconta l'arte del taglio, spiegando cosa va fatto e cosa no, come ci si prende cura del cliente perfetto, come si sceglie il look capace di creare un personaggio, come si usa una tinta, cosa si può, cosa si deve o cosa non si deve assolutamente fare. Il tutto condito dai racconti della famiglia, dai segreti dei parrucchieri e dalle confidenze dei molti divi che le mani nei capelli le facevano mettere solo al signor Vergottini. Un libro per gli amanti della moda, dello stile italiano, delle storie sospese tra gossip e realtà.












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