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BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

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Nuovi arrivi - Ottobre 2012

IN VETRINA

LUCIANO LIGABUE, “IL RUMORE DEI BACI A VUOTO” (EINAUDI, 2012)

Una casa che non si può vendere, perché è la casa della propria infanzia ed è piena del ricordo dei genitori, presissimi a inchiodare mensole su ogni centimetro di muro disponibile o a convincersi che basta una pianta di limone sul balcone per poter dire di avere una serra. Un medico trentenne che passa la notte su un divano-letto, a parlare a una ragazza addormentata che ha appena conosciuto. Una signora che all'improvviso confessa al marito che non è lui il padre dei ragazzi che ha cresciuto, e un uomo che si ritrova prigioniero di un carnefice silenzioso e disperato. Una coppia che va al mare in novembre per festeggiare quattro mesi insieme e finisce per comprimere una settimana di vacanza in un unico giorno pieno di domande troppo precise e di formiche da scacciare dalle lenzuola. Sono alcuni dei protagonisti di questa raccolta con cui Luciano Ligabue torna al suo primo amore letterario: il racconto. Amici, ferie disastrose, figli, semafori rossi, bugie, giornate sorprendenti, prove di coraggio, artisti reclusi, carcerati che provano a ridere, coppie che si perdono e che si ritrovano...


POLA OLOIXARAC, “LE TEORIE SELVAGGE” (DALAI, 2012)

Un pesce di nome Yorick e una gattina chiamata Montaigne. Una studentessa di filosofia che tormenta il suo professore rincorrendolo per i corridoi dell'università di Buenos Aires. Una dottrina psicologica in grado di spiegare ogni cosa. Una giovane militante di sinistra che negli anni Settanta scrive lettere a Mao. Una generazione che non accetta di vederne crescere altre. Due adolescenti che trovano nella rispettiva bruttezza un buon motivo per unirsi. Il mondo che è una matassa aggrovigliata di sesso e di teorie impossibili, inintelligibili, selvagge. La facoltà di filosofia dell’Università di Buenos Aires è il punto di partenza per raccontare la vita e il mondo inteso come crogiuolo di problemi, di desideri, di sentimenti e la Oloixorac è bravissima a raccontarli. Un ritratto dei giovani del 2000 che fa capo a una visione filosofica della vita, Le teorie selvagge di Pola Oloixorac, scrittrice classe 1977, è un libro rivelazione della nuova narrazione argentina, una commedia nera, un trattato di guerra contro la seduzione nell’era del web e soprattutto un romanzo acido, divertente, demenziale e soprattutto acuto e intelligente.


BRIAN MOORE, “CATTOLICI” (LINDAU, 2012)

Cattolici è un agile e avvincente romanzo del giornalista e scrittore nordirlandese Brian Moore (1921-1999) pubblicato nei primi anni Settanta, quando – sotto la spinta del rinnovamento conciliare – la Chiesa cattolica stava velocemente cambiando. E' un romanzo intriso della dialettica tradizione-modernità, dualismo che ancora resta radicato nel mondo cattolico. Su una piccola isola al largo della costa irlandese una comunità di monaci conserva la «fede dei padri», rendendo culto a Dio nelle forme che la Chiesa ha praticato per secoli. Quando le televisioni americane e la BBC vengono a saperlo, l’antica abbazia di Muck diventa un caso mediatico internazionale: le riprese delle messe in latino e delle confessioni individuali attirano da tutto il mondo cattolici fedeli alla liturgia stabilita dal Concilio di Trento. Quella pubblicità appare intollerabile a Roma, dove il Concilio Vaticano IV ha appena sancito la contaminazione del cristianesimo con il buddhismo e l’apertura al secolarismo. Per mettere fine allo scandalo, Roma invia sull’isola un inquisitore, padre Kinsella, con l’incarico di «convincere» l’abate della comunità, Tomás O’Malley, ad allinearsi al Vaticano e a porre fine a quell’intollerabile «eresia»...


ALBERTO KRALI, “PRIMI DELLA KLASSE. LA CRISI EUROPEA E IL RUOLO DELLA GERMANIA” (CAIRO, 2012)

Primi della klasse è un libro che tenta di offrire risposte chiare e comprensibili alle tante domande sul futuro dell'euro, guidandoci nei retroscena della politica e dell'economia europee. Sembrano lontani anni luce gli entusiasmi europeisti dei primi anni Ottanta, mai come ora l'idea stessa di Europa, non solo della moneta unica, è in crisi. Le difficoltà dei Paesi della periferia meridionale e dell'Irlanda hanno posto problemi complessi. Qualcosa nell'idea di Europa unita si è rotto. La Germania è ritornata protagonista della politica europea, ma molti tedeschi covano, latente, una sorta di rifiuto che si è fatto strada nell'elettorato, una deriva euroscettica che a Berlino ha trovato ascolto. Tuttavia Angela Merkel è arrivata alla conlusione che l'uscita dalla moneta comune costerebbe a ogni cittadino tedesco ben di più del salvataggio dei Paesi in crisi. Ma a che prezzo? Quali conseguenze avrà tutto ciò per l'Italia?


ERMETE REALACCI, “GREEN ITALY. PERCHE' CE LA POSSIAMO FARE” (CHIARELETTERE, 2012)

Possiamo battere la crisi? Non sarà facile, ma la risposta è sì. Se sapremo guardare l'Italia con occhi diversi da quelli delle agenzie di rating, con l'affetto e la curiosità necessari a cogliere i nostri tanti talenti. Ermete Realacci prova a farlo. Racconta, dal Nord al Sud, storie di un'alleanza tra imprese e comunità, tra ambiente e nuovi modi di vivere che possono traghettarci verso un Paese più desiderabile e più competitivo, nel quale la green economy, puntando su qualità, ricerca e conoscenza per produrre un'economia più sostenibile e innovativa, si apre ai mercati globali e rinsalda i legami con il territorio, facendosi forte della coesione sociale e del capitale umano. È la via di un patriottismo dolce che può cambiare l'Italia. Un'idea di futuro per l'economia, la società, la politica. Prefazione di Ivan Lobello, postfazione di Alberto Meomartini.
Ermete Realacci (Sora, 1955) è un ambientalista e parlamentare italiano. Ha guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui è tuttora presidente onorario. Attualmente è responsabile green economy del Partito democratico.


AA.VV. "NUOVI ARGOMENTI", NUMERO 57, GENNAIO-MARZO 2012 (MONDADORI, 2012)

La rivista letteraria "Nuovi Argomenti" ha dedicato il numero 57 (gennaio-marzo 2012) a Elsa Morante, per ricordare il centenario della sua nascita (Roma, 18 agosto 1912). Cinque scrittrici raccontano il loro rapporto con l'autrice dell'Isola di Arturo, scomparsa a Roma il 25 novembre 1985 e mai incontrata di persona. Silvia Avallone (Elena 1984) ricorda quanto fosse infastidita dal generico concetto di «scrittrici come di una categoria a parte» che «risente ancora della società degli harem, e riflette sulle caratteristiche delle donne morantiane, in primo luogo madri. Silvia Colangeli (Cesena 1977) rilegge il "Diario 1938" quasi immergendosi in un processo di identificazione personale. Elena Stancanelli (Firenze 1965) si dedica ai protagonisti di quel libro strano che è Il mondo salvato dai ragazzini. Carola Susani (Marostica 1965) affronta l'innocenza e la colpa, pilastri ispirativi di La Storia. Chiara Valerio (Scauri 1978) spiega le sue reazioni contraddittorie nei confronti dí Aracoeli. Si aggiungono a questa sezione un racconto dedicato a Elsa di una giovanissima narratrice che ha scelto lo pseudonimo Vivi Mariene, e un saggio dello psicoanalista Vittorio Lingiardi su «scene madri» da Aracoeli a Volver (il film di Pedro Aimodóvar).


EVA GABRIELSSON, “STIEG E IO” (MARSILIO, 2012)

“Non avrei mai voluto scrivere questo libro. Parla di Stieg, della nostra vita insieme, ma anche della mia vita senza di lui.” È il dolore di un’assenza che domina le pagine del libro di Eva Gabrielsson, compagna del grande scrittore svedese per trentadue anni. Nessuno è in grado di ricostruire la vita e la personalità di Stieg Larsson meglio di Eva: dall’infanzia con i nonni al riinserimento di Stieg in famiglia quando era già nato suo fratello, dal primo incontro nel 1972 (Stieg aveva solo diciotto anni) e la condivisione delle idee politiche (erano gli anni della guerra in Vietnam) alla partenza di Stieg per l’Africa (in missione per la Quarta internazionale). E poi l’università, gli amici, il lavoro di Stieg per un’agenzia di stampa, nel 1979, da cui si farà licenziare dopo vent’anni perché non aveva ancora ottenuto un posto fisso. Dopo di questo, il volo: la rivista Expo e la trilogia di Millennium. Attraverso il punto di vista privilegiato di Eva, Millennium appare come qualcosa di più della serie poliziesca conosciuta in tutto il mondo; diventa metafora della lotta continua e individuale per la morale e la giustizia, valori per i quali Stieg Larsson si è sempre battuto.


GISELLA DONATI, “LA SCUOLA E' BELLA” (RIZZOLI, 2012)

Gisella Donati ci racconta, in una sorta di fedelissimo diario di viaggio, la sua lunga carriera tra i banchi: tutto inizia sui monti della Sardegna, all’inizio degli anni Sessanta, quando poteva capitare di raggiungere una scuola a dorso d’asino e gli insegnanti erano ancora, insieme al medico condotto e al maresciallo dei carabinieri, le personalità del paese, a cui regalare le parti più pregiate del maiale. Dalla Sardegna, poi, Gisella si sposta a Roma, dove si confronta con la realtà problematica delle periferie e sperimenta con i suoi bambini metodi di insegnamento sempre innovativi e pionieristici, spaziando dal teatro al linguaggio dei media, affrontando per quasi mezzo secolo, con grinta inesauribile, le sfide che la scuola ha continuato a porle. Ripercorrendo in questo libro ironico e commovente la storia di una vita e, insieme, quella di una delle istituzioni fondanti dell'identità italiana, l'autrice ha voluto ricordarci che, nonostante tutto, la scuola è bella.

Gisella Donati (Roma 1938) ha insegnato per quarant’anni, durante i quali ha visto cambiare il nostro Paese e la scuola. Quando è andata in pensione, era la maestra più anziana d’Italia.













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