www.bibliotecaventiquattromaggio.it

BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

Cerca

Vai ai contenuti

Nuovi arrivi - Ottobre 2013

IN VETRINA

PIERO BEVILACQUA, “ELOGIO DELLA RADICALITA'" (LATERZA, 2012)

Nel 1843 Karl Marx scrive: "Essere radicale significa cogliere le cose dalla radice. Ma la radice per gli uomini è l'uomo stesso". "Radicale" significa affondare lo sguardo in profondità, nei meccanismi costitutivi dei processi materiali. Uno sguardo a tutto campo sul vivente, che rivela e non cessa di scoprire. Una parola che ora si presenta a noi in tutta la sua potente attualità. Infatti, per incredibile che possa apparire, viviamo una fase nella quale, nonostante l'immenso patrimonio di conoscenze di cui disponiamo, stiamo soffocando sotto la coltre di un occultamento totalitario della nostra umana radice. Tutti gli ideali di umano progresso e incivilimento che dall'Illuminismo in poi si sono susseguiti come orizzonti del nostro avvenire sono oggi ridotti a questa vacua teleologia dell'"andare avanti" e sempre sullo stesso sentiero. Qual è il nostro fine, la nostra possibile felicità sulla terra, la nostra responsabilità verso le altre creature che la popolano, la natura, le generazioni che verranno? Per riscopriprirlo, suggerisce Piero Bevilacqua, abbiamo oggi davvero di essere radicale, di agire in nome della libertà dell'individuo, della lotta alle burocrazie e all'invadenza dello Stato, contro quel totalitarismo di nuovo conio che negli ultimi decenni - in nome dell'economia - ha sostituito di fatto la democrazia.

GIOVANNI FLORIS, “OGGI E' UN ALTRO GIORNO" (RIZZOLI, 2013)

Da quanto tempo aspettiamo il futuro? E soprattutto, quando abbiamo dimenticato come si fa a costruirlo? Sono le vere domande del nostro presente, e la classe dirigente che per decenni (non) ha governato il Paese le ha ignorate a suo rischio e pericolo, una volta di troppo. Non è da ieri che il dibattito pubblico si avvita su se stesso nell'ossessione di domande specifiche quanto sterili: Imu o non Imu? Intercettazioni sì o intercettazioni no? Ma non sono questi i reali problemi. Oggi che siamo reduci da un diluvio che ha cambiato radicalmente il panorama politico, oggi che siamo nel pieno della traversata nel deserto della crisi, il vero quesito non può che essere: che cosa resta? In quali valori vogliamo ancora credere e soprattutto in quali vogliamo che credano coloro che ci rappresentano? Dalle battaglie sul lavoro al destino dell'informazione, dalle trappole della sicurezza al dilemma della giustizia sociale, in questo libro Giovanni Floris traccia un'ampia panoramica che abbraccia casi della storia e accidenti della cronaca, alla ricerca dei valori perduti, ma che covano immutati sotto le ceneri del nostro sistema distrutto, ed elenca cinque capisaldi dai quali ripartire: l'apertura, la laicità, la competitività, la ricchezza, il rigore. Obiettivi che non possiamo, a nessun costo, mancare, ma a che prezzo? Ognuna di queste conquiste ha un costo, osserva Floris, smascherando le ipocrisie di chi (da destra a sinistra, dalle imprese ai sindacati) finora ha predicato il futuro ma non si è voluto sporcare le mani per costruirlo. Ora, conclude, le cose possono cambiare. Ora abbiamo il diritto di pretendere che si ricostruisca sulle giuste pietre angolari la società che vogliamo, partendo dal dovere di chinarci sulle macerie e mettere mano al futuro.

WILLER BORDON, “MANIFESTO PER L'ABOLIZIONE DEI PARTITI POLITICI'" (PONTE ALLE GRAZIE, 2012)

In questo pamphlet appassionato e provocatorio, Willer Bordon riscopre le argomentazioni che Simone Weil portava nel suo Manifesto per la soppressione dei partiti politici in favore di un mutamento radicale delle forme della partecipazione: non è detto, come si crede di solito, che la democrazia sia impossibile senza partiti. Il semplice uso delle parole democrazia e repubblica obbliga a interrogarsi con estrema attenzione sulle seguenti questioni: come dare all'uomo la possibilità di esprimere il proprio giudizio sui grandi problemi della vita pubblica? Come impedire che circoli tra il popolo, nel momento in cui sta esprimendo la sua volontà, una sorta di rabbia distruttiva collettiva? Non è facile trovare delle soluzioni. Ma perché la sfiducia che oggi colpisce i poltici non dia luogo a pericolose derive populistiche occorre allora ripartire da zero, ricucire il rapporto tra cittadini e ceto politico, fare propria la nuova trasparenza garantita da Internet. Chiude il libro un decalogo, dieci «mosse» che permetterebbero una rivoluzione indolore della politica, unico modo per garantirle un futuro.
Willer Bordon è stato un politico italiano, militando prima nel Partito Comunista, poi nell'Italia dei Valori e nella Margherita. Già ministro dei lavori pubblici, dell’ambiente e sottosegretario ai Beni culturali, nel 2008 decise clamorosamente di dimettersi dal Parlamento, con la seguente motivazione: “Il mio non è un atto di rassegnazione, né tantomeno un gesto aventiniano, ma un atto forte di testimonianza di chi sente il dovere di difendere le istituzioni dalla deriva di sfiducia che investe la politica”.

PAOLO BORGNA, “CLANDESTINITA'" (LATERZA, 2011)

Sono le piccole storie che ci fanno capire come sta volgendo la Storia. E sono piccole storie di cittadini stranieri (la badante, lo schiavista di baby pusher, il giardiniere irregolare, la ragazza sfruttata) quelle che Paolo Borgna racconta. Attraverso di loro si capisce perché l'Italia non ha saputo inviare, a partire dai primi anni '90 il messaggio preciso di cui c'era bisogno: "vogliamo essere un Paese d'accoglienza e allo stesso tempo garantire che l'immigrazione non provochi il degrado dei diritti, delle regole, dei servizi sociali della nostra comunità. Promuoveremo la massima espansione dei diritti a chi cerca in Italia nuove opportunità di crescita, di lavoro e di speranze per sé e i propri figli. Affinchè ciò sia possibile, saremo intransigenti contro la criminalità: che è il primo nemico dell'immigrazione e dell'interazione tra culture diverse. La nostra politica e il nostro sistema giudiziario non sono state all'altezza di questa sfida. Abbiamo detto e fatto cose contraddittorie: formulato proclami che si afflosciavano alla prima prova; minacciato sanzioni esagerate che avevano la credibilità di grida manzoniane. Abbiamo mostrato la faccia feroce e spaventato i deboli e i timorosi della legge e siamo stati deboli con i prevaricatori. Non abbiamo contrastato i criminali incalliti e poi ce la siamo presa con i lavavetri". Siamo ancora in tempo a rimediare. Possiamo prosciugare la palude che produce clandestinità sostiene Borgna - sottraendovi tutti i casi di irregolarità.

CRISTINA SCANU, “MAMMA E' IN PRIGIONE" (JACA BOOK, 2013)

L’ultimo studio sulla detenzione femminile nelle carceri italiane risale agli anni ’90. Dopo oltre un anno di inchiesta, Cristina Scanu ci svela un mondo di confine: dai grandi problemi di una normativa mancante alla mala-prigione. Il 90% delle detenute è madre di uno o più fi gli. Molte li hanno lasciati fuori dal carcere; altre hanno scelto di tenerli con sé, dal momento che la legge lo consente. Nella sua drammaticità un libro appassionante, un dialogo serrato con le detenute e con chi nelle prigioni lavora (educatori, volontari, direttori, assistenti sociali e agenti di polizia penitenziaria). I racconti delle detenute e di chi vive e lavora a contatto con loro dipingono un quadro sconvolgente delle carceri italiane. Dove bambini crescono accanto a madri frustrate che aggiungono alla sofferenza della pena il dolore di una maternità mutilata. Bimbi costretti a vivere in celle umide e buie, a essere svegliati dal rumore delle chiavi che aprono i cancelli dei blindati, a giocare in un cortile di cemento. Il carcere non è un posto per bambini, vittime di errori che non hanno commesso. Eppure, ogni giorno, molti di loro aprono gli occhi dentro una cella. Sono loro il filo conduttore di questo lavoro.

GOFFREDO BUCCINI, “L'ITALIA QUAGGIU'" (LATERZAI, 2013)

Alba del Corpus Domini 2011, statale Ionica, Locride. Davanti alla farmacia di Maria Carmela Lanzetta bruciata da un incendio appiccato da quattro picciotti delle cosche, si mettono in fila le donne di Monasterace, con strofinacci, acqua e detersivo: per salvarle il salvabile, ripulire ciò che resta della bottega di questa farmacista che s’è fatta sindaca e ha sfidato crimine e corruzione con la semplicità e il buonsenso d’una madre. «Come vi potrò ripagare?», chiede lei. «Già ci avete ripagato», rispondono loro. Il libro è la cronaca d’un faticoso viaggio nella primavera delle donne calabresi, dentro la ribellione delle ‘pentite’ di ’ndrangheta e il coraggio di molte madri e figlie, spose e sorelle di dire infine "no", giorno per giorno, alle regole arcaiche d’un universo omertoso e misogino. Una cronaca raccontata attraverso gli occhi e la storia di Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace, che ha subìto due attentati mafiosi per il solo azzardo di avere riportato legalità e normalità nel piccolo comune del reggino che governa dal 2006. La vicenda di questa tenace amministratrice calabrese s’intreccia con quella di altre donne come lei: da Elisabetta Tripodi, sindaca di Rosarno, sotto scorta come Lanzetta e minacciata dai clan egemoni del paese, a Katy Capitò, giudice per le indagini preliminari di Locri; da Giuseppina Pesce a Maria Concetta Cacciola, fino a Lea Garofalo, torturata e uccisa per avere denunciato il suo compagno ’ndranghetista.

GENTA - BRIGHI - GUARINI, “CYBERBULLISMO" (FRANCO ANGELI, 2013)

Il rapporto uomo-macchina, le relazioni mediate dal web e le relazioni faccia a faccia, la rivoluzione apportata nella vita di ciascuno dalle nuove tecnologie sono problemi non eludibili nel nostro vivere quotidiano, coinvolgendo fortemente i ruoli di adulti e ragazzi. La prima parte del testo propone una nuova visione dell'uso positivo e negativo delle tecnologie, additandone i possibili fattori di rischio e in particolare le caratteristiche di una nuova forma di aggressione elettronica: il cyberbullismo. Maria Luisa Genta, Antonella Brighi e Annalisa Guarini approfondiscono l'argomento attraverso l'analisi della letteratura più recente e riportando dati di ricerca che illustrano le principali caratteristiche del fenomeno. La seconda parte del volume offre una panoramica europea di buone pratiche utili per confrontarsi con i problemi che l'uso della rete e le condotte aggressive online oggi comportano per adolescenti ed adulti, descrivendo le strategie di prevenzione, linee di intervento ed esperienze scientificamente fondate che sono state condotte in Italia, Grecia, Inghilterra, Spagna e Germania. Un libro che vuole essere uno strumento utile a ricercatori, educatori, psicologi, genitori, insegnanti ed adolescenti, che desiderino approfondire la loro conoscenza sulle forme di aggressività presenti in adolescenza e confrontarsi con le più nuove strategie di intervento presenti in Italia e in Europa.

FRANCESCO FORLANI, “PARIGI, SENZA PASSARE DAL VIA“ (LATERZA, 2011)

Facendo base in una mansarda che divide con un amico e, occasionalmente, con qualche blatta invadente, un giovane intellettuale italiano si muove per Parigi e - fra imprevisti e probabilità - disegna sul tabellone del monopoli intricati percorsi che lo portano ad attraversare tutti i quartieri della città ("Ci incontriamo alla Galerie Hélène de Roquefeuil, in Rue Amelot, la via dei libertari tra Republique e Bastille. Quarto arrondissement. Azzurra secondo il Monopoli"). I passaggi importanti ci sono tutti: dal Musée d'Orsay al cimitero di Pére Lachaise, da Montparnasse al quartiere latino, da Beaubourg alla sfilata del 14 luglio. Ma sono visti da dentro alla cartolina, dal punto di vista di quelle piccole sagome umane che ogni tanto finiscono per caso nelle foto. Persone che passavano di là, magari per andare a fare una lezione di italiano o a parlare di riviste letterarie davanti a un bicchiere di vino; per raggiungere l'inaugurazione di una mostra o correre a un appuntamento galante. I luoghi si trasformano, così, in incontri, rivelando un'atmosfera allo stesso tempo inconfondibilmente parigina e irresistibilmente multietnica. "Perché il segreto di questa città è che davvero ti fanno felice cose apparentemente senza importanza. E penso che sarà pur vero che un francese da solo è pesante, e io lo so bene, ma presi tutti insieme, tanti francesi che vuol dire poi italiani, argentini, polacchi, algerini, diventano di colpo più leggeri dell'aria".













HOME PAGE | IN PRIMO PIANO | IN VETRINA | CATALOGO | SERVIZI | ATTIVITA' | INFO | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu
script type="text/javascript"> var _gaq = _gaq || []; _gaq.push(['_setAccount', 'UA-19536673-1']); _gaq.push(['_trackPageview']); (function() { var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true; ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js'; var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s); })();