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BIBLIOTECA VENTIQUATTO MAGGIO

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Nuovi Arrivi - Settembre 2011

IN VETRINA

NOAM CHOMSKY, "11 SETTEMBRE. LE RAGIONI DI CHI?" (Tropea, 2001)

Nei mesi dopo l'11 settembre i giornalisti dei quotidiani di tutto il mondo hanno interpellato sull'accaduto uno degli intellettuali militanti più ascoltati del '900, un americano, una voce "contro", Noam Chomsky. Questo libro raccoglie gli interventi di Chomsky nel mese successivo a quel martedì. Si può vincere il terrorismo? Chi è il nemico che ha lanciato l'attacco? Per quali torti sarebbero stati puniti gli Stati Uniti? In che misura l'attentato ha a che fare con la globalizzazione economica? E' possibile un dialogo fra Islam e Occidente? A queste e molte altre domande l'autore risponde scansando le interpretazioni troppo semplicistiche che sono state avanzate, su fronti opposti, nelle stesse settimane. Chomsky, a caldo, propone una visione complessa dei rapporti fra America, Europa e Oriente, ricordandoci eventi del passato recente di cui avevamo perduto la memoria: da Kabul, 1979, a Beirut, 1985, da Baghdad, 1991, ad Al Shifa (Sudan), 1998; dalla tragedia del popolo curdo all'attacco statunitense al Nicaragua. L'America è davvero il nemico del terrorismo?


PETE HAMMILL, "LA VITA, DOPO. CRONACHE DA NEW YORK" (Ponte alle Grazie, 2002)

La mattina dell'11 settembre Pete Hamill era in riunione e dopo il primo boato si è precipitato in strada: il giorno successivo il "New York Daily News" usciva con suoi due articoli, testimonianze di un cittadino, immagini vivide e forti. In questo volume ha raccolto gli articoli pubblicati nelle settimane seguenti all'attacco alle Twin Towers. Le sue cronache rendono note le storie di quelli che hanno lottato e sofferto, che hanno amato e amano New York, che erano lì a vedere, testimoniare, ricostruire, sperare. Dopo l'11 settembre New York ha dovuto pensare alla vita che l'attendeva. L'unica cosa certa era che la vita di milioni di persone era cambiata per sempre.
Pete Hamill ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1960, per il "New York Post"; in seguito è stato reporter, redattore, corrispondente di guerra ed editorialista per numerosi giornali; direttore del "New York Daily News". Ha commentato le guerre in Vietnam, Nicaragua, Libano e Irlanda. I suoi articoli sono stati pubblicati anche sulle riviste più importanti del Paese, come "Esquire", "New Yorker" e "New York Times". Due suoi romanzi sono stati dei bestseller: Drinking Life, un libro di memorie, e Neve in Agosto (Salani, 1999) pubblicato in dodici diversi paesi.


MALISE RUTHVEN, "IL SEME DEL TERRORE. L'ATTENTATO ISLAMISTA ALL'AMERICA" (Einaudi, 2003)

Il rapporto di amore e odio degli estremisti musulmani verso l'Occidente, gli atti di "automartirio", l'asse del petrolio che unisce il consumismo americano all'assolutismo tribale saudita; la presunta complicità irachena negli attentati dell'11 settembre e l'ombra di al-Qa'ida, il dibattuto "scontro di civiltà": sono questi alcuni degli argomenti affrontati da Malise Ruthven, studioso e conoscitore dell'Islam, in un libro che, partendo dalle biografie degli attentatori di New York e Washington, indaga il retroterra religioso, culturale e politico dell'ideologia islamista: : un amalgama di principî provenienti non solo dalla tradizione islamica e dalle sue rivisitazioni radicali contemporanee, ma anche da moderne ideologie occidentali.In tal modo Ruthven dimostra quanto sia sbagliato considerare i «fondamentalisti» islamici dei fanatici medievali, confutando la tesi secondo la quale la cultura occidentale e quella musulmana si stiano dirigendo verso un inevitabile conflitto.
Malise Ruthven è stato autore e redattore della Bbc, nonché collaboratore del "Times Literary Supplement" e del "Guardian" e visiting professor presso l'Università di San Diego.


GIORGIO GALLI , "L'IMPERO AMERICANO E LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA" (Kaos, 2004)

Giorgio Galli, politilogo e saggista italiano che si è contraddistinto per i suoi studi sul sistema della democrazia e sugli attacchi mossi contro di esso nel '900 e non solo, sviluppa in questo libro un’articolata riflessione critica sull’Impero americano, «su questa sola superpotenza e sul suo ruolo, in un momento nel quale l’una e l’altro si giovano di un’adesione acritica da parte dell’intero Occidente, proprio mentre a nome dell’Occidente si combatte la prima guerra del Ventunesimo secolo». Una guerra il cui vero obiettivo finale sarebbe quello di «installare governi filo-occidentali nei “Paesi canaglia” ritenuti sostenitori del terrorismo». E' impossibile che l'attacco alle Torri Gemelle non fosse stato previsto dai servizi segreti occidentali. Altrettanto incredibile è che la guerra scatenata dagli USA contro l'Afghanistan e l'Iraq fosse solo contro Bin Laden. La guerra è proseguita anche negli anni successivi perché essa è la strategia con cui riaffermare il potere americano nel mondo.


PHILIP J. BERG - WILLIAM RODRIGUEZ, "11 SETTEMBRE. BUSH HA MENTITO" (Editori Riuniti, 2006)

L'11 settembre 2001 William Rodriguez era lì. In possesso, come guardiano della gigantesca Torre Nord, di tutte le chiavi dell'edificio, e ha guidato i vigili del fuoco e i soccorritori, fino al momento del crollo. Ha rischiato la vita ed è stato elogiato e decorato dalle autorità. Ma la ricostruzione fatta dall'Amministrazione Bush del terribile attentato non lo ha convinto. Si è affidato perciò a un importante studio legale dalla Pennsylvania ell'avvocato Philip J. Berg per sostenere e documentare la sua accusa. La famiglia Bush, l'amministrazione federale, alcuni ministri ed alti funzionari statali del calibro di Condoleezza Rice e Richard Cheney vengono ciatti in giudizio per complicità nella tragedia dell'11 Settembre. Viene avanzata la tesi del "complotto". Secondo Rodriguez e Berg l'attentato sarebbe stato ordito dall'interno e il suo scopo sarebbe stato quello di portare la guerra in Iraq, per favorire gli affari delle imprese private operanti nel settore della sicurezza e degli impianti petroliferi. Un altro scopo sarebbe stato quello di distruggere i documenti e le pratiche della FBI conservati nella Torre Nord e quelli della SEC (Security and Exchange Commission) conservati nella Torre 7.












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